Manager cerca camerieri e cuochi veneti per Londra e Dubai: «Lavorano meglio»

Martedì 14 Settembre 2021 di Vittorino Compagno
L'imprenditore Alberto Michieli a Londra
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FOSSÒ (VENEZIA) -  «Cerco per conto del gruppo internazionale “Orange Hospitality” ragazzi italiani talentuosi ed intraprendenti per sala ristorante, cucine e bar, disposti a trasferirsi a Londra. Possibilmente veneti perché hanno una marcia in più». A lanciare l’appello da Londra è il “restaurant manager” 42enne Alberto Michieli, veneto di Fossò. La sua chiamata vale anche per Dubai, città degli Emirati Arabi Uniti. Chi è interessato, se selezionato, può scegliere tra i due Paesi.


ORGOGLIO
Michieli non ha timore di venire criticato: il suo non è solo attaccamento alle proprie radici. «Poiché durante tutta la mia carriera ho avuto modo di conoscere e lavorare con persone di diverse nazionalità ed etnie – spiega – sono orgoglioso di dire che i veneti sono i migliori al mondo in tale campo. Pur sapendo di correre il rischio di essere contestato, ribadisco che hanno una marcia in più rispetto a tutti gli altri. Proprio per tale motivo, prediligerò le domande di ragazzi della mia regione. Vorrei che ce ne fossero molti disposti a lasciare l’Italia per seguire il successo come è capitato a me». Michieli esporta prodotti tipici nazionali e la cucina italiana nel mondo. È molto famoso ed è conteso dai grandi gruppi internazionali della ristorazione. Da del tu a principi, sceicchi, calciatori, cantanti e piloti di Formula 1. «Attualmente mi trovo a Londra per conto della “Orange Hospitality” – racconta – per aprire un ristorante della catena “Borro Tuscan Bistro”, che trae origini dalla Toscana con la famiglia Ferragamo. L’apertura è prevista ad ottobre. Siamo alla disperata ricerca di camerieri e cuochi. Sono orgoglioso di essere veneto e conosco bene i miei corregionali. Con loro si lavora sempre bene. Chi fosse interessato a far parte di un importante gruppo internazionale nel campo della ristorazione non esiti a inviare il proprio curriculum a careers.uk@oh.co.uk». 


BREXIT
Come peraltro succede in Italia per altri motivi, la Brexit ha lasciato i ristoranti britannici senza personale. Servono almeno 300mila tra camerieri e cuochi. Michieli lavora da anni per il gruppo internazionale che ha già aperto due ristoranti a Dubai, il 7 stelle “Burj al Arab” e “Alici”, considerato il miglior ristorante italiano di pesce della città araba. La sua esperienza lavorativa è ampia. Ha lavorato a Pechino, negli Stati Uniti, al Billionaire di Flavio Briatore a Dubai e a Montecarlo. «Abbiamo bisogno di molti giovani – dice Michieli –. A chi sarà scelto, garantiamo vitto e alloggio, paghiamo il viaggio e sbrighiamo tutte le pratiche necessarie per l’espatrio. Cerchiamo persone per Londra e per Dubai. Durante la pandemia, specialmente in Inghilterra, camerieri, cuochi e dipendenti del comparto hanno pagato il prezzo più caro delle restrizioni. Molti hanno cambiato lavoro e ora è in atto una forte crisi del personale. Proprio per tale motivo i salari sono cresciuti notevolmente e svolgere tale mestiere è diventato economicamente assai interessante». Dopo avere frequentato la scuola alberghiera di Abano Terme, Michieli ha iniziato a lavorare all’hotel Excelsior del Lido e successivamente all’Europa e Regina di Venezia: puliva piatti e lavava bicchieri. Ma a 19 anni è partito per Londra per imparare l’inglese e da lì la sua carriera si è impennata. «Offro alla clientela prodotti che vengono direttamente dall’Italia – rivela –. Parlo di vini, olio d’oliva e altri tipici prodotti che tutto il mondo ci invidia. Al ristorante Alici di Dubai, per esempio, è come entrare e mangiare in un tipico locale della costiera amalfitana». 

 

Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 10:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA