​Le statue sacre delle Madonne
ripudiate dalla Chiesa? Eccole

Lunedì 1 Agosto 2016 di Paola Treppo
Le statue sacre delle Madonne ripudiate dalla Chiesa? Eccole
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FRIULI - Adesso si scorgono per caso, in qualche poco frequentata chiesa di paesi e paesini quasi abbandonati, più spesso nei musei etnografici, in collezioni o cappelle private, o nelle ancone votive delle strade. Sono le cosiddette “Madonne vestite”, le statue della Vergine Maria non “tradizionali”, come siamo abituati a vederle oggi, cioè in legno, ceramica o in gesso dipinto.

Queste Madonne, preziosissime e ormai purtroppo molto rare, sono “vestite” nel senso stretto del termine, cioè indossano abiti veri e propri. Dei gioielli d’arte sacra, di origine molto antica, di fattura delle botteghe venete. Ma perché sono così poche e tenute quasi nascoste? E perché sono state soppiantate dai meno “umani” e più distaccati simulacri della Mamma di Gesù? Lo spiga Gianpaolo Gri, antropologo e studioso di storia e cultura friulana: «La statua della Madonna vestita e in generale la statua della divinità vestita con abiti propri dell’uomo - dice - è realtà dall’antichità classica. Da noi, in Friuli, è accertata dal Medioevo. La statua della Vergine cristiana era vestita e cambiata, a seconda delle stagioni, con abiti estivi o invernalo, di “festa”, o per altre celebrazioni o date del calendario importanti. Se ne occupavano le donne, sempre: lavavano gli abiti, le curavano con grande attenzione e avevano un contatto diretto, non “mediato” con la Madonna, intimo, popolare, vero».

Questo fino alla metà dell’Ottocento. «Allora, per volere della Chiesa, questo tipo di Madonna cominciò a essere eliminato dagli edifici sacri. Il motivo ufficiale? I tessuti potevano prendere fuoco, a contatto con le candele, e potevano portare sporcizia in chiesa. La realtà? La Chiesa decise che il sacro, e il luogo sacro, non poteva vedere figure solo figure consacrate ed strettamente ecclesiastiche, di fatto maschili. Cominciò così l’“esodo” di queste Madonne vestite, di cui in Friuli Venezia Giulia se ne conserva, credo, ormai, solo qualche decina. Furono eliminate dalle chiese».

Madonne scomode
E dove finirono statue scomode? Nelle ancone votive, dove si trovano ancora oggi, per le strade. «Certo, perché l’ancona è curata dalla comunità di un borgo, da una famiglia, non dal clero. Per questo, per fortuna, queste importanti testimonianze si sono conservate, anche se poche, nei secoli». Stessa cosa per i Bambin Gesù vestiti, di lunga tradizione, spesso legata ai monasteri religiosi femminili: «Qui le suore, nella sublimazione di una maternità a loro negata, creavano dei Gesù Bambini di cera, e li vestivano, poi “accudendoli”, come le Madonne vestite». In Friuli sono sopravvissuti esempi a Strassoldo di Cervignano (collezione privata) a Uccea di Resia (chiesa), vicino al ponte di Pinzano a Ragogna (ancona di strada), a Sauris (sempre un'ancora) e a Prossenicco di Taipana.  
 

 

Ultimo aggiornamento: 2 Agosto, 11:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA