Tartaruga operata a Spresiano: il nuovo guscio stampato in 3D

Domenica 4 Luglio 2021 di Alfredo Baggio
La tartaruga era rimasta ferita da un'elica: l'operazione effettuata in un ambulatorio veterinario di Spresiano

La tartaruga Cenere è finalmente arrivata a Spresiano, all’ambulatorio veterinario San Carlo. E’ l’esemplare di tartaruga marina in cura da oltre un anno nel centro ricerche Cestha di Marina di Ravenna. La Caretta caretta (questo il nome scientifico della specie) necessita di alcuni interventi chirurgici speciali per la ricostruzione del suo carapace, gravemente danneggiato a seguito di una collisione con l’elica di una barca. Dopo più di un anno di cure e un primo intervento, è pronta a sottoporsi ai prossimi, che le restituiranno una nuova e tecnologica “casa”, stampata in 3D e completamente realizzata in resina naturale.


SOLUZIONE TAMPONE
«Una casa solamente temporanea però, che permetta alla ferita di rimarginare senza entrare in contatto con l’acqua - precisa Valentina Perin, membro di Enpa Treviso - che potrà essere rimossa non appena sarà completato il processo di guarigione». Enpa Treviso da anni collabora con altri enti di salvaguardia animale per animali domestici e non solo, come nel caso di Cenere.


PROCEDURE SPECIALI
Per gli interventi che saranno necessari alla tartaruga è stato chiesto il contributo e l’esperienza dai veterinari Erica Marchiori e dal trevigiano Marco Martini, specializzato in cure ortopediche per rapaci. «I casi speciali come quello di Cenere, che ha subito una lesione davvero molto grave - spiega Perin - non possono essere gestiti con procedure standard: necessitano di veterinari con competenze speciali, come quelle del dottor Martini, che ha in curriculum ben tre “life” (progetti europei per la salvaguardia della fauna selvatica)». «A conclusione degli interventi che permetteranno alla tartaruga di avere una protezione sufficiente, prevediamo di liberarla in una condizione di semi-libertà supervisionata, almeno finché non dimostrerà di aver recuperato completamente la facoltà di sopravvivere in natura» - prosegue Perin, entusiasta per la buona riuscita del primo intervento, svoltosi lo scorso martedì.


SOS ANIMALI FERITI
Questi rapporti felici, tra realtà lontane, ma che lavorano tutte per un unico scopo, ovvero la salvaguardia del mondo animale, sono importantissimi e permettono a tanti animali vittime di sfortunati incidenti di essere reintegrati in natura, evitando così la soppressione che purtroppo in molti altri casi è l’unica strada praticabile. «Spesso accade che questi animali vengano feriti accidentalmente dalle eliche delle imbarcazioni dei pescatori, che un tempo evitavano di segnalare per paura di ritorsioni o giudizi - conclude Perin -. Oggi invece, pur continuando a ferire, loro sono anche i primi a fare una segnalazione, grazie alle politiche più aperte dei centri di accoglienza per animali feriti. Spero si continui in questa direzione».

 

Ultimo aggiornamento: 10:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA