Violenza alle donne, Polesine primo in Veneto per le richieste d'aiuto ai centri specializzati

Mercoledì 24 Novembre 2021 di Nicola Astolfi
Violenza alle donne, Polesine primo in Veneto per le richieste d'aiuto ai centri specializzati

ROVIGO - Confrontando i dati con i centri antiviolenza in tutto il Veneto, tra le donne che si sono rivolte agli sportelli di Rovigo, Adria e Lendinara nel 2019, è risultata più alta rispetto alla media regionale la percentuale sia di chi ha subito violenza fisica (72% rispetto al 64% di media in Veneto) sia di chi ha subito violenza di natura sessuale (17% rispetto al dato regionale pari al 13%). E mentre a livello regionale è maggiormente diffusa la violenza economica (segnalata nel 37% dei casi, invece del 31% locale), il 52% delle 220 donne arrivate nel 2019 al Centro antiviolenza del Polesine ha sporto denuncia alle forze dell’ordine. È un dato che mostra anche una maggiore fiducia nelle istituzioni e nei servizi in provincia, perché tra le utenti nel 2019 dei 25 Cav del Veneto, solo il 29% aveva sporto denuncia.

IL PROGETTO

Questi e altri dati sono stati esposti nella sala conferenze dello Urban digital center a Rovigo nell’evento in vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, nel quale l’università Iuav ha riproposto la ricerca territoriale condotta dal progetto Taci di Auser Veneto e Auser Polesine Rovigo. Taci è l’acronimo di “Teatro, arte, cultura, inclusione contro la violenza sulle donne”, ed è un progetto ideato dalle polesane Giorgia Businaro e Giovanna Pizzo con finanziamenti regionali derivati da risorse del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Oltre a raccogliere e rielaborare i dati dalla rete di emergenza-urgenza per la violenza, il progetto ha svolto focus group in alcuni circoli Auser locali e tra 23 operatori (del Consorzio Isola di Ariano Servizi sociali e dell’Ulss 5) che si occupano di anziani, per rilevare la percezione del concetto di violenza di genere tra le donne anziane e restituire, allo stesso tempo, uno spaccato sulla violenza nella terza età: un fenomeno silente, poco notato, ascoltato e denunciato, hanno ricordato nell’incontro anche Marinella Mantovani e Maria Gallo, presidenti rispettivamente dell’Auser provinciale e dell’Auser Veneto.

IL DIBATTITO

Tra gli interventi all’incontro di ieri, moderato da Giovanni Litt dell’università Iuav, anche le> assessore comunali Erika Albeghini e Mirella Zambello hanno evidenziato quanto sia necessario agire davanti ai dati impressionanti sulla violenza. «Nel 2021, nonostante la pandemia e una riduzione complessiva nel numero di omicidi, all’interno delle famiglie continuano invece ad aumentare i casi di omicidio e femminicidio», ha ricordato Alberghini. Quindi, davanti a una ferita che non si rimargina perché ha alla base un problema culturale.
Dalla direttrice dei Servizi sociosanitari dell’Ulss 5, Paola Casson, è arrivato invece l’annuncio che la Conferenza dei sindaci dell’azienda sanitaria locale ha definito di integrare per il prossimo triennio con quote pro capite i contributi regionali e statali per il contrasto alla violenza contro le donne.

I NUMERI

Agli sportelli del Cav del Polesine nel 2019 sono stati svolti 340 colloqui (richiesti dal 30% delle utenti) rispetto ai 220 accessi (72 di nuove utenti), avvenuti in prevalenza tra gli sportelli di Rovigo e Adria (198). Il 63% dei primi contatti è avvenuto telefonicamente. Circa il 60% delle donne che vengono seguite dal Centro antiviolenza del Polesine ha un’età compresa tra 31 e 50 anni: ben il 10% ha più di 61 anni. La percentuale di donne nubili è maggiore tra i primi accessi (38%), ma complessivamente il 56% delle utenti è moglie o convivente con l’autore della violenza, e il 72% sono italiane. La maggior parte delle donne che si è recata agli sportelli antiviolenza polesani è regolarmente occupata (42%), il 34% è disoccupata e il 9% sono pensionate.
 

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