Quattro contagiati in Prefettura a Rovigo, chiusi tutti gli uffici

Giovedì 2 Dicembre 2021 di Francesco Campi
Prefettura di Rovigo chiusa per quattro contagiati negli uffici

ROVIGO - Il virus fa una nuova vittima, mentre il contagio raggiunge anche la Prefettura. Ben quattro casi che hanno portato, ieri, alla completa chiusura di tutti gli uffici, con tanto di cartello sul portone: «Si informa che, causa sanificazione, questo edificio resterà chiuso nella giornata odierna. Per gli appuntamenti sarà cura di questo ufficio contattare gli interessati».
Dall’Ufficio di Gabinetto spiegano come lo scorso fine settimana siano emerse due distinte positività di altrettanti dipendenti degli uffici di via Celio, motivo per cui il prefetto Clemente Di Nuzzo ha disposto che venisse effettuato uno screening a tappeto dell’intero personale. Tutti i dipendenti della Prefettura si sono sottoposti al tampone molecolare e dai risultati arrivati martedì, sono emersi due ulteriori contagi di persone completamente asintomatiche. Quattro casi totali che sono forse pochi per poter parlare di un vero e proprio focolaio, anche in assenza di certezze sui luoghi di contagio dei quattro lavoratori, ma che hanno comunque portato il prefetto a decidere per l’esecuzione di una sanificazione dell’intero palazzo, con tutti i dipendenti collocati in smart working. I servizi, a parte inevitabilmente quelli a sportello, sono stati comunque garantiti. Già nel primo pomeriggio la ditta incaricata ha completato la propria opera e alcuni dei dipendenti sono tornati nei rispettivi uffici. E così sarà anche oggi, anche se molti dei lavoratori continueranno, precauzionalmente, a operare in modalità “da remoto”.


ALTRO LUTTO
Un fatto che al di là dei disagi, dimostra come il virus non conosca limiti di sorta e continui a diffondersi in modo ubiquitario. Continuando a seminare lutti. A spegnersi, nella giornata di martedì, mentre si trovava ricoverato in Area medica e semintensiva pneumologica di Trecenta, un 84enne che era vaccinato con doppia dose di Astrazeneca e che era arrivato al San Luca il 17 novembre, dopo l’accesso al Pronto soccorso di Porto Viro. Si tratta del 560. residente in Polesine che si spegne a causa del virus, il 20. del mese di novembre, nonché il 31. decesso fra i residenti di Porto Tolle, che in rapporto al numero dei residenti è fra i comuni polesani che stanno pagando il tributo più dolorosamente pesante alla pandemia.
Intanto, i contagi mostrano una leggera risalita nel loro valore giornaliero: 62 le nuove positività emerse ieri, 39 delle quali in persone già tracciate e in quarantena preventiva, controbilanciate da 56 nuove guarigioni, con il totale dei polesani attualmente positivi che cresce a 809 e quello di quanti sono in isolamento a 2.083.


A crescere, però, è anche il numero dei ricoverati, da 35 a 38, nonostante il decesso. Sempre tre i pazienti in Terapia intensiva e altrettanti in Malattie infettive a Rovigo, mentre salgono a 20 quelli in Area medica e semintensiva e 12 sono i pazienti nell’ospedale di comunità Covid.
Il contagio continua a diffondersi anche nelle scuole, mentre per quanto riguarda le case di riposo, con la guarigione dell’operatore dell’Iras e di quello non sanitario della Residenza Madonna del Vaiolo di Taglio di Po, si riducono a 12 le positività, 7 fra gli operatori e 5 fra gli ospiti.


Novembre, nel complesso ha fatto registrare 1.371 contagi, mentre i ricoverati sono passati da 18 a 33. Un incremento rilevante, ma incomparabile rispetto a quanto accaduto un anno fa. Dicembre 2020, infatti, si era aperto, oltre che con un duplice decesso e con 74 nuove positività, con un quadro ospedalieri che vedeva 119 ricoverati, 14 dei quali in Terapia Intensiva, mentre nelle case di riposo le positività avevano superato quota 200: 63 fra gli operatori e ben 143 fra gli ospiti.

 

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