Contagi e ricoveri aumentano, Polesine tra le prime dieci province d'Italia per incremento dei casi

Lunedì 25 Ottobre 2021 di Francesco Campi
Il reparto di Terapia intensiva di Trecenta, dedicato al Covid-19, al momento non ha pazienti

ROVIGO - Ben 35 nuovi contagi in 24 ore. Il bollettino di ieri dissipa ogni dubbio sul fatto che la ripresa della circolazione del Coronavirus in Polesine sia un dato di fatto. Accompagnata da una crescita continua dei ricoveri, saliti dai 17 di sabato a 19. Per capire meglio l’impennata degli indicatori epidemici, basti pensare che nell’ultima settimana sono emerse 143 nuove positività, la settimana precedente erano state 82 e quella prima ancora 49. Una risalita testimoniata dal valore dell’incidenza, arrivato al 4,13% rispetto al 2,73% di una settimana fa, mentre la settimana prima era a 1,38%.
Il dato dei contagi settimanali, rapportato alla popolazione, vede il Polesine fra le prime dieci province d’Italia, con 66 casi ogni 100mila abitanti, rispetto a una media nazionale di 37 e una media regionale di 53, con Padova che è l’unica provincia veneta che con 70 casi ogni 100mila abitanti, ha una situazione peggiore di quella di Rovigo. Appena due settimane fa il dato polesano era di 24 casi ogni 100mila abitanti, il secondo più basso del Veneto dopo Belluno, a 21, di gran lunga migliore della media regionale, 45, e di quella nazionale, 31.

IL BOLLETTINO
Nel bollettino di ieri si riportano anche 17 nuove guarigioni, così che salgono a 179 le persone attualmente positive in provincia. Delle 35 nuove positività di ieri, 21 sono state accertate in persone era già tracciate e in quarantena preventiva. In questo momento sono 657 i polesani in isolamento. Tuttavia non è tanto il numero dei contagi il dato da tenere sotto controllo, quanto quello dei ricoveri, il vero aspetto che ha rappresentato la differenza dirimente fra il Covid e altre patologie virali, perché come le ondate del passato hanno dolorosamente insegnato, l’impennata simultanea di casi che necessitano assistenza medica acuta per severe difficoltà respiratorie, rischia di portare al collasso il sistema ospedaliero. È per questo che sono state introdotte le misure eccezionali ed è per questo che è stata avviata una campagna vaccinale con dimensioni mai viste.
Il fatto è che in questo momento, in Polesine, anche i ricoveri stanno crescendo a un ritmo preoccupante. In una settimana, infatti, i pazienti Covid sono passati da 8 a 19: questo significa un incremento del più 137,5% in appena sette giorni. Fortunatamente non ci sono pazienti in area intensiva. Attualmente, infatti, ci sono 11 ricoverati nell’Area medica e semintensiva pneumologica a Trecenta e 3 in Malattie infettive a Rovigo, con altri 5 pazienti che si trovano nell’ospedale di Comunità Covid, sempre al San Luca, area per i casi meno gravi e tecnicamente già potenzialmente dimissibili. I pazienti vaccinati sono 7, tutti di età molto avanzata, molti ultranovantenni, che erano stati fra i primi vaccinati, mentre gli altri 12 ricoverati sono non vaccinati e tutti di età bassa, fra i 40 e i 50 anni.

IL CONFRONTO
Anche un anno fa era iniziata una netta risalita di contagi e ricoveri. Il bollettino del 24 ottobre 2020 riportava 30 nuove positività, ma ben 28 ricoverati, di cui tre in area intensiva, oltre a un decesso. La situazione, quindi, nonostante il peggioramento, appare ancora sotto controllo e con numeri inferiori di casi gravi rispetto a un anno fa, effetto da riferire alla copertura offerta dai vaccini, seppure stia emergendo come la protezione cali con il passare dei mesi.
È per questo che la somministrazione delle dosi, dopo essere stata aperta a tutti gli over 60 è ora rivolta anche a tutto il personale sanitario. A sabato le terze dosi già somministrate in Polesine erano arrivate a 4.136. In provincia, del resto, è fra le più alte la copertura raggiunta, con i vaccinati con almeno una dose che hanno superato l’80% dell’intera popolazione, pari a ben 86,8% della popolazione con più di 12 anni.

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