Migranti, rotta balcanica +20% nel 2021. I minori raccontano di essere stati denudati, picchiati e derubati

Giovedì 17 Giugno 2021
Migranti rotta balcanica
4

UDINE - Raccontano di essere stati derubati, picchiati, denudati in Croazia, detenuti e sottoposti a violenze in Bulgaria: sono i migranti minori non accompagnati che arrivano in Fvg dalla rotta balcanica a piedi o a bordo di camion. E in tutta la regione gli arrivi di migranti sono in crescita, tanto che nei primi 4 mesi del 2021 si registra un aumento dei flussi già del 20% rispetto allo stesso periodo del 2020. I dati e le testimonianze sono stati raccolti dall'organizzazione internazionale Save the Children nel suo nuovo rapporto «Nascosti in piena vista. Minori migranti in viaggio (attra)verso l'Europa», curato dal giornalista Daniele Biella, con il fotoreporter Alessio Romenzi. Nel 2020 ci sono state effettuate verso la Slovenia 301 riammissioni dalla provincia di Gorizia e 1.000 dalla provincia di Trieste e tra queste potrebbero esserci diversi minori, fa sapere Save the Children.

Queste «riammissioni» hanno determinato dalla seconda metà del 2020 un cambiamento del flusso in entrata in Fvg: i passeur hanno iniziato a portare gruppi di persone migranti più a nord e nell'entroterra, nei dintorni di Udine. «Da allora quella zona è molto coinvolta negli arrivi e il 19 maggio 2021 -.si legge nel rapporto - il team di Save the Children ha constatato l'arrivo di più di 100 persone solo nella notte precedente». I minorenni soli, in particolare gli afghani e i pakistani, spesso si allontanano dopo poco tempo dalle strutture di accoglienza per proseguire il loro viaggio. In Fvg, seconda regione italiana per presenza di minori stranieri accolti dopo la Sicilia, nel solo mese di aprile scorso 24 minori hanno lasciato volontariamente le strutture per raggiungere il confine tra Italia e Francia. Tra le testimonianze raccolte, quella di Abdel, appena maggiorenne arrivato l'anno scorso in Italia attraverso i Balcani. «Le settimane di cammino e mesi di attesa, preoccupazione, paura - si legge nel rapporto - fino a quando si sbuca dai boschi della Slovenia a Trieste, nel paesino di Dolina, lungo la ciclabile della Val Rosandra, a Basovizza, o nella miriade di altri luoghi del Carso lungo i 232 chilometri di confine con l'Italia». 

Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 09:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA