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Terziario, due imprese su tre non trovano addetti e la ripresa rallenta

Giovedì 2 Giugno 2022 di Davide Lisetto
Negli stabilimenti balneari si cerca personale

In regione l’occupazione cresce rispetto al periodo della pandemia, ma l’incertezza economica e i rincari ma soprattutto la mancanza di manodopera rallenta la ripresa del settore del terziario. Il 35 per cento delle imprese che hanno avviato ua ricerca di personale non è riuscito ad assumere nemmeno una persona e questo impatta negativamente sui ricavi delle aziende. Rispetto alle previsioni, da maggio a luglio di quest’anno sono previste in Fvg quasi 26.500 assunzioni, il 73 per cento (pari a quasi 19.500 addetti) delle quali nel commercio, turismo e servizi. Ma il problema vero è che è proprio il terziario - di più rispetto al manifatturiero che comunque è alle prese con le difficoltà di reperimento di figure professionali, anche di operai generici alla produzione - il comparto ad accusa maggiormente il contraccolpo della difficoltà di reperimento della manodopera. È la sintesi di quanto emerge dall’indagine promossa dall’Ente bilaterale del terziario (composto dalle imprese e dalle organizzazioni sindacali di settore) e realizzato congiuntamente da Format Research (a illustrarla Pierluigi Ascani) e dall’Ires Fvg, con il ricercatore Alessandro Russo.


LA RICERCA
Dall’indagine emerge che rispetto alle esigenze occupazionali quattro imprese su dieci hanno effettuato nuove ricerche di persone negli ultimi due anni, mentre nel 2022 il 26 per cento delle aziende prevede di intraprendere nuove azioni di ricerca. Due imprese su tre hanno avuto difficoltà nel trovare le risorse desiderate e il 35 per cento di queste non è ancora riuscito ad assumere nessuna delle risorse ricercate. La metà delle imprese dichiara di incontrare difficoltà ad assumere manodopera superiori rispetto ai due anni passati e che questo ha un impatto negativo sui ricavi. Sempre sul fronte delle imprese del terziario, una su quattro ritiene che i rincari abbiano avuto nei primi mesi del 2022 un impatto “molto o abbastanza” rilevante sull’andamento dell’impresa. Tra le imprese che hanno registrato un impatto rilevante dell’aumento dei costi il 43% prevede di non poter fare le assunzioni previste e il 5,5% di dovere addirittura rinunciare ad alcune risorse. Il 23% prevede che questo impatterà negativamente anche sulla possibilità per l’impresa di investire in formazione del personale. Ma tornando alla previsioni di assunzioni - secondo quanto rilevato da Ires Fvg - da maggio a luglio si prevedono oltre 26mila assunzioni a livello regionale, 19.400 delle quali nel terziario. A maggio gran parte di queste assunzioni sono state effettuate nel turismo (in particolare cuochi, camerieri e personale alberghiero e di altri servizi turistici) oltre che commessi per il commercio e personale per la grande distribuzione. Ed è proprio per queste figure che in oltre il 40% dei casi si tratta di profili considerati di difficile reperimento dalle imprese, in particolare per la mancanza di candidati. Per cuochi e camerieri la percentuale di difficoltà di reperimento supera il 43%. Mentre per il personale dei servizi di pulizia ci si ferma al 40,5%. Si risale al 43% di difficoltà di reperimento sia per i commessi dei negozi e della grande distribuzione che per il personale tecnico delle vendite e del marketing e della distribuzione commerciale.


LAVORATORI
Sul fronte dei lavoratori - emerge dalla ricerca congiunta - peggiorano le condizioni dei dipendenti del terziario. Il 42% degli addetti ritiene di stare peggio rispetto a sei mesi fa. A pesare sulle tasche dei lavoratori nell’ultimo periodo soprattutto il caro bollette (per l’82%), l’inflazione su beni e servizi (60%). L’aumento del costo della vita impatta anche per il prossimo futuro. L’area del disagio sociale (erosione dei risparmi e necessità di indebitarsi) riguarda il 25% delle famiglie. Oltre il 40% dei lavoratori del comparto nei prossimi sei mesi prevede di dover ridurre i propri consumi.

Ultimo aggiornamento: 17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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