Electrolux, giù gli ordini. Sarà cassa integrazione anche a marzo

Intanto l'interessamento del gruppo cinese Midea resta avvolto nel silenzio

Martedì 21 Febbraio 2023 di Loris Del Frate
Electrolux, giù gli ordini. Sarà cassa integrazione anche a marzo

Silenzio. Sono trascorsi quattro giorni da quando il giornale online First ha annunciato l'interesse della cinese Midea a acquistare e dell'Electrolux a vendere.

Da allora, però, silenzio assoluto. Dalla multinazionale svedese, infatti, nessuno ha commentato, come del resto era sembrato sin dall'inizio, mentre dalla parte della Midea non ci sono stati successivi passaggi. Questo significa due cose: o le trattative sono in corso nell'assoluto silenzio, cosa, però, alla quale credono in pochi e neppure dai piani più alti escono conferme, oppure se esiste l'interessamento cinese a comperare, non esiste, invece da parte di Electrolux la volontà di vendere. In ogni caso sono tutti in allerta, dalle organizzazioni sindacali nazionali e locali, così come i vari livelli istituzionali hanno iniziato a puntare le antenne.


LA POLITICA
Il primo a muoversi è stato il segretario regionale del Pd, Renzo Liva che invita i vari livelli istituzionali, Governo e Regione a verificare la situazione. «Verificare, indagare, stare in guardia a tutti i livelli istituzionali per evitare brutte sorprese e poi amare recriminazioni se davvero Electrolux dovrà finire in mani cinesi. La proprietà è svedese ma la produzione più rilevante, il personale tecnico col know how, gli investimenti sono in Italia e questo è a tutti gli effetti un asset italiano. E come tale abbiamo sempre difeso gli impianti e i posti di lavoro». E' questo, appunto l'appello del segretario Renzo Liva, all'annuncio che il gigante manufatturiero cinese Midea sta puntando ad acquisire la multinazionale svedese Electrolux, che opera nella produzione di elettrodomestici, con cinque stabilimenti in Italia, tra cui Porcia e Susegana. Il gruppo italiano conta circa 5mila dipendenti. «Questo è il momento in cui invece di solo gridare al "pericolo giallo" aggiunge l'esponente dem - il Governo deve porre in atto la massima vigilanza sulle operazioni che incidono sull'asset strategico nazionale dell'elettrodomestico. Perciò abbiamo già allertato le nostre parlamentari per sollecitare l'attenzione dell'esecutivo, e benvenuto al presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, se vorrà darsi da fare con noi».


IN FABBRICA
Lo stabilimento di Porcia da ieri e fino a mercoledì resterà chiuso con tutti i dipendenti in cassa integrazione. Il calo di ordini che in questo periodo colpisce sempre il settore, ma quest'anno è particolarmente duro, ha costretto il vertice aziendale ad aumentare il monte ore di cassa integrazione. Nel mese di febbraio saranno quattro i giorni di chiusura e sono aumentati rispetto ai mesi finali dello scorso anno. Non è ancora tutto.


L'ASSEMBLEA
Giovedì quando i lavoratori rientreranno si terrà una assemblea. All'ordine del giorno il calendario per il mese di marzo. Non si tratta, però, di un calendario piacevole, visto che insieme ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali si dovrà trovare un nuovo punto di unione sugli orari della cassa integrazione. Cassa che dovrà essere gestita anche il prossimo mese in considerazione del fatto che gli ordini non tendono ancora a risalire.


IL SINDACATO
«Insieme agli operai - spiega Gianni Piccinin della Fim Cisl - cercheremo di trovare l'assetto migliore per lo smaltimento. In ogni caso sarà necessario spalmare giorni di cassa anche a marzo». Ma non è tutto. «C'è anche da sottolineare - spiega ancora Piccinin - che sicuramente i dipendenti chiederanno informazioni sulle presunte voci dell'acquisto di Electrolux da parte dei Cinesi di Midea. Devo aggiungere che allo stato restiamo nel buio come lo eravamo venerdì scorso quando è uscito l'articolo sul giornale online».

Ultimo aggiornamento: 16:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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