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La beffa dei bus: quelli ecologici mettono in crisi i conti delle aziende

Mercoledì 10 Agosto 2022 di Loris Del Frate
L'impennata del metano mette in crisi le aziende del trasporto pubblico

FRIULI - Oltre al danno pure la beffa. Già, perchè le Aziende del trasporto pubblico locale (anche in regione) che hanno attuato una politica contro l’inquinamento aggiornando la flotta dei bus urbani ed extraurbani con nuovi mezzi a metano meno inquinanti, oggi si mangiano le mani. Già, perchè il costo del metano è salito alle stelle, raddoppiato, quasi triplicato, facendo lievitare i costi. Un problema non da poco che in altre regioni ha indotto i gestori del trasporto che non riuscivano più a far fronte alle spese in continuo aumento a ritirare dalla strada i bus a metano andando avanti con quelli che hanno la motorizzazione diesel. Ovviamente in alcuni casi è stato necessario anche ridurre le tratte o renderle più flessibili in modo da risparmiare carburante.

 

IN REGIONE
In Friuli Venezia Giulia sia Atap Pordenone che Arriva Udine si sono trovate in difficoltà per l’aumento del costo del carburante, ma allo stato, pur dovendo rivedere tutti i conti e con una semestrale che pesa parecchio, non ci sono state defezioni al servizio. Come dire che non sono saltate tratte o si sono stati accorciati i percorsi. Questo, però, sta portando a un vero e proprio salasso. Per ora si tratta di indiscrezioni, ma da quanto si è saputo l’Atap sul conto della semestrale avrebbe un aggravio di spesa per il carburante di circa 600 mila euro. Ancora peggio a Udine dove il conto sarebbe ben più salato, più del doppio rispetto a Pordenone, un milione e 300 mila euro anche in considerazione delle dimensioni del territorio e il numero di bus urbani e pullman extraurbani in servizio.
 

LA BEFFA
Arriva Udine, la società che ha preso in mano il trasporto pubblico locale nella capitale del Friuli si è presentata con sei nuovissimi bus di ultima generazione, tutti a metano. Un modo per far vedere, in maniera concreta, la volontà di cogliere un sentiment sempre più esteso verso il rispetto ambientale. Il metano, infatti, è un gas che dal punto di vista dell’inquinamento è decisamente meno invasivo rispetto al diesel, anche se con motori di ultima generazione, Euro 6. Ma non è tutto. Nel 2018, infatti, la Saf (allora gestiva il servizio) aveva già investito parecchio sul metano, acquisendo una ventina di nuovi bus che erano stati presentati in pompa magna proprio con una “parata” lungo via Mercatovecchio a Udine. Oggi il metano ha avuto una impennata del costo che rischia di mettere in difficoltà Arriva Udine. Fortunatamente la società ha le spalle solide.
 

IL FUTURO
Sono andate un può meglio le cose all’Atap Pordenone che nella prospettiva degli investimenti ha privilegiato in passato il diesel con motori di ultima generazione. Oggi l’Atap ha solo due bus a metano, ma con la doppia motorizzazione, metano e diesel. Questo non significa che non ci siano stati contraccolpi sul fronte del bilancio, perché anche il diesel ha subito una impennata e la semestrale si sarebbe chiusa intono ai 600 mila euro in più, anche se non c’è ancora certezza sui numeri esatti. Di sicuro i presidenti sia di Atap che di Arriva Udine dovranno confrontarsi con i rispettivi consigli di amministrazione per capire cosa fare nel caso in cui non ci siano possibilità che i prezzi del carburante scendano, magari tra qualche mese. A fronte del fatto che questi costi restino costanti una soluzione dovrà essere individuata. La più breve e nello stesso tempo facile (anche se del tutto legittima) è quella di chiedere aiuto alla Regione che in fase di bilancio preventivo potrebbe accantonare una cifra che dovrebbe pure essere consistente per dare una mano a coprire i conti delle aziende del trasporto pubblico locale. Ma per Atap e Arriva si pone anche un’altra questione: come investire i soldi? Sempre acquistando bus e pullman a metano come prevedono le due società, oppure puntare su altro? Resta da capire come andranno le cose in futuro soprattutto sul fronte dei carburanti. Non è da escludere che dopo l’impennata si torni a una situazione di normalità.

Ultimo aggiornamento: 11:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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