Niente merenda a scuola, i bidelli
in sciopero. «Intervenga il ministro»

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Niente merenda a scuola, i bidelli in sciopero. «Intervenga il ministro»
PADOVA - In attesa che anche per loro arrivi la 'buona scuola', gli alunni delle elementari di Padova stanno sperimentando la 'scuola carente': quella che da inizio anno non distribuisce più té, biscotti o frutta a metà mattina, per uno 'sciopero delle merendine' attuato dai bidelli. Una protesta del personale Ata, che si rifiuta di svolgere questa mansione non prevista dal contratto nazionale, ma pagata dal Comune, con 16 euro mensili in busta paga, ritenuti insufficienti dai bidelli.

Un caso che sta mettendo in subbuglio nove dei quattordici istituti comprensivi dei cittadini. A rimetterci sono i bambini, e i genitori sono furiosi. Alcuni si stanno riunendo in comitati e stanno pensando di chiedere al Comune - cui spetta il servizio mensa - la restituzione della quota parte per la merendina inclusa nei 4,90 euro del buono pasto giornaliero. La vicenda ha smosso anche la politica, in modo trasversale.

Il deputato del Pd Alessandro Zan ed il senatore Udc Antonio De Poli hanno chiesto l'intervento del ministro Stefania Giannini. Lo stop alla distribuzione delle merendine è scattato con l'apertura delle aule, il 16 settembre. I collaboratori scolastici, anche se non in tutti gli istituti, hanno incrociato le braccia in mensa, decidendo di non svolgere più le mansioni non previste dal contratto Ata: scaldare le vivande, pulire i tavoli dopo il pranzo, distribuire le merende all'intervallo. Sostengono che ciò spetta al Comune - che integra comunque gli stipendi per queste attività con 16 euro mensili - o alla cooperativa 'Dusmann' che ha in appalto la distribuzione dei pasti.
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Giovedì 1 Ottobre 2015, 17:37






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5 di 25 commenti presenti
2015-10-03 10:12:06
Certo che stanca... Fortunatamente elargisce anche delle belle soddisfazioni, soprattutto da parte dei Clienti della mia azienda, quando li rimetto in grado di "funzionare" (tecnicamente parlando). Anche se spesso comporta attività scomode e a rischio (giocare con scale su palificazioni è una cosa da fare cum grano salis). Per tua sfortuna non faccio parte del personale ATA e lavoro nel privato.
2015-10-03 10:07:37
Quindi siccome tu vieni sfruttato, illegittimamente, senza avere la forza di ribellarti ritieni una vendetta tra poveri che altri si ribellino all'illegalità e pretendano il rispetto dei contratti anche da parte del datore di lavoro? Ti rendi conto che in questo modo si torna tutti a fare i servi della gleba?
2015-10-03 10:03:49
Ma se hanno ragione e l'attività non è prevista dal loro contratto la lettera di licenziamento a chi dovrebbe essere mandata? Al personale ATA o ai dirigenti che li mettono in queste situazioni?
2015-10-03 10:01:50
Enricosecondo, tu sei per il rispetto della legalità? Perchè è pretestuoso tirarlo in ballo solo quando fa comodo. Se hanno ragione si devono -prima- modificare i contratti. Quello che sottolineavo è che, come sempre oramai, l'estensore dell'articolo riporta una "notizia" senza un minimo di ricerca per fornire al lettore gli strumenti utili a valutare da che parte stia la ragione... I sindacati, in questo paese, sono morti e sepolti. Più o meno quanto i "comunisti". Tranne che nelle fobie, non saprei se più autentiche o più strumento di propaganda, dei simpatizzanti della destra (+o- "leghista" che sia).
2015-10-02 13:15:02
.... lettera di licenziamento....valevole già da ieri.... e mai più assunzioni di tali personaggi spesso clientelari o tappabuchi....