"Reclutati" altri mille volontari, singrossa l'esercito del bene per chi ha bisogno

Sabato 4 Aprile 2020
"Per Padova noi ci siamo", il motto del volontariato al tempo del Coronavirus

PADOVA - Mille volontari in più a disposizione sul territorio. A tanti siamo arrivati nel giro di pochi giorni, quando il Centro servizi volontariato ha lanciato “Per Padova noi ci siamo. Volontari per la comunità” promosso da Comune di Padova, Csv provinciale e Diocesi, a cui hanno aderito decine di associazioni, sigle e organizzazioni oltre a 970 cittadini volontari e 187 attività commerciali.

Il Csv può già raggiungere 6.466 organizzazioni non profit della provincia e oltre 2.000 del capoluogo. Mentre il Comune ha il quadro delle fragilità. La Diocesi permette di raggiungere tutte le parrocchie e attivare i volontari Caritas disseminati nel territorio. Ogni giorno arrivano proposte. Ieri Pam ha chiesto aiuto per distribuire a chi ha bisogno una raccolta di generi alimentari. In altri casi i consumatori lasciano una gift card da 50 euro che poi i volontari ritirano per fare la spesa.

L’ATTIVITÁ
L’esercito del bene adesso è impegnato su due fronti: quello pratico, come fare la spesa e portarla a casa degli anziani. A proposito: i volontari non possono ricevere più di 50 euro e si va anche dal “casoin”, non solo al supermercato. E l’altro, più sottile, non far sentire solo nessuno. Per questo decine di associazioni hanno attivato linee telefoniche gratuite e dirette, magari per parlare un po’ oppure per segnalare un disagio.
Sembra paradossale ma “Padova capitale europea della solidarietà” non poteva trovare un fronte più impegnativo per far vedere che cosa significa essere uniti. L’ultima iniziativa, messa a punto da alcuni volontari, è la mappatura di tutte le iniziative solidali in corso in provincia. Da oggi chiunque chiami il Csv può trovare risposte anche se si trova fuori città.

I TELEFONI
Come funziona la solidarietà? Al centralino “Chiamaci pure” si rivolge chi ha bisogno di spesa, ascolto, piccoli problemi da risolvere: tel. 049-2323009 da lunedì asabato dalle 9 alle 18. 
Al centralino “Anch’io ci sono” chiama chi, da casa, vuol fare la sua parte in tempi di responsabilità: tel. 049-8686849 – attivo 7 giorni su 7 dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30 oppure cisono@padovacapitale.it
Per dare la dimensione, sono 638 solo le mail che sono arrivate a questo indirizzo e più di 200 le telefonate di persone che vogliono aiutare.
Ma ci sono altre decine di centri di ascolto, da telefono amico Italia (02-23272327) al Centro Veneto progetti donna (800814681 oppure 049-87212779. E ancora il Pronto soccorso psicologico (371-1870495) fino ai volontari ospedalieri dell’Avo (800300869). 

I NUMERI
C’è da fare. Stiamo parlando solo per il Comune di più di 54.000 persone sopra i 65 anni, dei quali 2.850 sopra i 79 anni che vivono soli; 13.000 persone in situazione di povertà assoluta; 200 persone senza dimora. E sono state proprio queste il primo pensiero. Tanto che è stato affittato un albergo. Ma subito dopo ci sono state le medicine e la Croce Rossa sta offrendo un grande servizio a domicilio. Poi ci sono anche i buoni spesa del governo da distribuire. Ma nello stesso tempo è stata avviata una raccolta fondi che ha l’obiettivo di toccare i 61mila euro. E siamo già a 10.395 euro. E fra poco arriveranno decine di computer (con l’aiuto della Fondazione Cariparo) perchè a Padova ci sono 100 ragazzi che non ce li hanno e non possono seguire le lezioni on line.

LA RIFLESSIONE
Emanuele Alecci presidente del Csv e “padre” di Padova capitale riflette a voce alta. «Stiamo facendo la cosa giusta, perchè in tempi straordinari si fanno cose straordinarie. Però vorrei ricordare che non siamo garzoni, il nostro compito è costruire relazioni. Proprio quelle che stanno nascendo ora e io vorrei che questo non si fermasse, dopo, quando l’emergenza sarà finita. Vorrei che questi mille restassero, che fare la spesa alla vicina di casa sola rimanesse un approccio alla vita».

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