Restauro di Sant'Agnese: così la chiesa dell'XI secolo diventa una galleria d'arte

Mercoledì 8 Dicembre 2021 di Nicoletta Cozza
lavori di restauro alla chiesa di Sant'Agnese

PADOVA - L'allestimento a rotazione, che consiste nell'affissione di manifesti sulle vetrine di quelli che successivamente saranno gli spazi destinati al bookshop, nasce per raccontare l'operazione di restauro in corso da anni nell'antico complesso della chiesa di Sant'Agnese, nel cuore di Padova, che si concluderà nella primavera del 2022. Ogni due mesi, quindi, ne verrà appeso uno diverso, pensato ad hoc, e tutte le opere saranno poi stampate in edizione limitata a 100 copie, di carte d'artista. Così dal primo dicembre, con il manifesto di Ignacio Uriarte, ha preso il via il progetto AntePoster che per dieci mesi, grazie alle creazioni di 6 artisti (Serena Fineschi, Susanne Kutter, Marc Nagtzaam, Giulia Siviero e Esther Stocker) accompagnerà gli ultimi lavori di sistemazione dell'antica chiesa di Sant'Agnese in via Dante, sostenuti a partire dal 2013 dalla Fondazione Alberto Peruzzo.
L'iniziativa darà il via a una sorta di dialogo tra l'antico e suggestivo spazio oggetto del cantiere e la comunità. L'esposizione che sta per prendere avvio si inserisce nell'obiettivo istituzionale dei promotori, che è finalizzato al recupero, alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio, a cui si aggiunge la volontà di contribuire alla diffusione dell'arte contemporanea. Tra l'altro il sito in un momento successivo potrebbe venire coinvolto nell'itinerario dell'Urbs Picta, proclamato patrimonio Mondiale dell'Umanità nel luglio scorso, essendo emerse dal sottosuolo significative testimonianze di dipinti di epoca trecentesca.


FATISCENTE

L'ex luogo di culto, che risale al 1100, si trova nel cuore della città del Santo ed è rimasto fatiscente per anni, però al termine dell'intervento di ripristino, ormai in via di ultimazione, diventerà un polo culturale con esposizioni a ingresso gratuito: la navata ospiterà le installazioni temporanee; dove c'era la sagrestia finiranno le collezioni permanenti della Fondazione stessa, che dispone di opere di Picasso, Balla, De Chirico, Dubuffet, Vedova, Schifano, Haring, Fontana e Warhol, mentre il terrazzo sul tetto sarà adibito a rassegne di scultura e a eventi.
Nella zona sotterranea, invece, è prevista un'area archeologica in cui si potranno ammirare i reperti rinvenuti durante gli scavi, tra cui i resti di una strada romana, mentre sono stati interrati nuovamente alcuni sepolcri del XIII e del XIV secolo, con 15 scheletri ben conservati. In mostra ci saranno poi alcuni dei 4mila frammenti di affreschi di scuola giottesca che secondo una prima valutazione della Soprintendenza potrebbero essere del Guariento: gli studi per un'attribuzione certa proseguono nel laboratorio allestito nella sede della Peruzzo Industrie Grafiche di Mestrino. Infine, al posto dell'all'altare maggiore vedremo una scultura di Jannis Kounellis e appunto nel negozio accanto verrà attivato il bookshop.


IL PROMOTORE

A fare il punto sull'operazione e sulle iniziative imminenti sono Alberto Peruzzo, presidente dell'istituzione non profit, e il direttore Marco Trevisan. Era stato il primo, imprenditore nel settore dell'energia e dell'ambiente, a voler acquisire quel luogo sconsacrato, con un passato da officina, e che poi si è rivelato uno scrigno di tesori e che si accinge in tempi stretti a proporsi come uno dei poli culturali più interessanti del Veneto.
«Nelle vetrine del negozio attiguo all'antica chiesa di Sant'Agnese, che a breve verrà trasformato in bookshop - osserva il numero uno della Fondazione - verranno appesi a rotazione i lavori di 6 artisti che con il loro linguaggio reinterpretano la storia di un luogo che viene trasformato e restituito alla città. I manifesti, poi, saranno stampati su carta fine art e diventeranno carte d'artista». «Quando abbiamo acquisito la chiesa - osserva ancora Peruzzo - alle pareti non c'era nulla e solo demolendo il pavimento sono emerse tante meraviglie, tra cui i pezzi degli affreschi trecenteschi della scuola di Giotto, staccati e usati per fare il sottofondo calpestabile, che esporremo nell'area archeologica. È stata un'impresa titanica arrivare fin qui, ma ne valeva la pena, perché è un luogo metafisico e siamo felici di restituirlo alla cittadinanza con la funzione di centro culturale, per diffondere l'arte a livello internazionale. Ma sarà anche un rifugio per compensare dagli sforzi chi fa impresa. I costi del cantiere? No, non voglio neanche pensarci...».


LE RADICI

«Questa nostra iniziativa che prevede l'affissione dei manifesti - prosegue poi Trevisan - ha come finalità anche quella di sottolineare la storia e i legami storici della Fondazione, e in particolare di Alberto Peruzzo che, non va dimenticato ha iniziato come tipografo e anche attualmente, tra le varie attività di cui si occupa, è anche titolare di una tipografia che stampa cataloghi e libri di arte»
«Adesso - aggiunge il direttore - abbiamo chiesto alla Diocesi di Padova e alla chiesa di San Nicolò che si trova a poca distanza dal sito che stiamo riportando all'antico splendore, di prestarci temporaneamente alcune opere che originariamente erano qui, per ricordare com'era una volta la chiesa di Sant'Agnese, che risale al XII secolo, e che tra il 1600 e il 1700 era stata impreziosita da questi dipinti». Reperti e particolarità del luogo sono stati fotografati da Marco Maria Zanin e inseriti in una pubblicazione.


      
 

Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 07:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA