Tragedia alla Baita al Lago, sub morto a 75 anni: Adriano era alla sua prima immersione

Lunedì 29 Novembre 2021
Adriano Albertin morto a 75 anni durante un'immersione
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CASTELFRANCO - «Voglio restare fino alla fine». Paola scende la scaletta in cemento sostenuta dal figlio Andrea. E’ il pomeriggio più brutto della loro vita. Steso in riva al lago c’è il corpo esanime di Adriano Albertin, 75 anni di Selvazzano Dentro (Padova), aspirante sub stroncato da un malore. Proprio durante il suo “battesimo dell’acqua”, la prima immersione in acque libere, quella che ogni sub considera come la prima vera discesa in acqua. Il telo bianco si scosta per un attimo, il tempo di un’ultima carezza. Paola gli posa le dita sulla guancia. La muta nera lascia scoperto il petto di Adriano. Gliel’hanno sfilata i compagni che per primi gli hanno prestato soccorso, nel disperato tentativo di salvarlo. Purtroppo non è bastato.

IL MALORE
Il dramma si è consumato ieri mattina, 28 novembre, poco prima delle 13 alla Baita al Lago di Castelfranco. Il 75enne padovano ha raggiunto lo specchio d’acqua artificiale insieme ad altri sei allievi e quattro istruttori del Club Sommozzatori Padova. Doveva essere una giornata memorabile nel lago considerato la palestra delle immersioni del Veneto. Invece la giornata è finita in tragedia. «Ha fatto appena in tempo a riemergere e poi si è accasciato. I suoi compagni lo hanno rianimato, noi abbiamo messo a disposizione il defibrillatore. Ma non c’era nessun segnale». Franco Brugnaro allarga le braccia con dispiacere per la triste sorte del 75enne, agente di commercio ancora attivo. Le prime avvisaglie del malessere le ha avute sott’acqua, a 7 metri di profondità. «Eravamo scesi da pochi minuti e non ci sono stati problemi legati all’immersione» - racconta la sua istruttrice Patrizia, ancora scossa. Albertin ha iniziato a fare dei cenni: batteva i pugni sulla pancia. L’istruttrice se n’è accorta: «Ti senti male?» gli ha scritto sulla lavagnetta, lui non è riuscito a scrivere. A quel punto lei gli ha fatto cenno di risalire. Il 75enne ha obbedito a quel pollice in su e ha raggiunto la superficie, aiutato dalla sua guida. Poi si è accasciato, esanime. I compagni tra cui due infermieri e un medico, hanno cercato di rianimarlo con il massaggio cardiaco e le scariche di defibrillatore. Tutto inutile. Nemmeno i sanitari del Suem, arrivati poco dopo con ambulanza, automedica ed elicottero, sono riusciti a salvarlo. 

PERSONA DINAMICA
«Abbiamo perso un compagno e un amico, una persona entusiasta, che sapeva trasmettere tanta energia a tutto il gruppo» - dice con un nodo alla gola e gli occhi lucidi l’istruttrice che lo ha aiutato a risalire. Nella comitiva di sub seduti a un tavolo della Baita al Lago non c’è molta voglia di ripercorrere i drammatici momenti di quel pomeriggio. L’unico pensiero va alla bella persona che è stato Adriano, così entusiasta alla sua età di coltivare una nuova passione, quella per le immersioni. Ne era rimasto affascinato l’anno scorso durante una vacanza con la moglie all’Isola d’Elba, Adriano, che era anche nonno, «era ancora molto attivo, una persona squisita» - è il ricordo di un vicino che tutte le mattine lo vedeva partire da via Piave a Tencarola (Padova) per andare al lavoro. Difficile accettare di non vederlo più. 

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