Bullizzato perché gay, si uccide a 15 anni. La famiglia fa causa alla scuola: «Ignorate le sue richieste di aiuto»

Sabato 17 Aprile 2021
Bullizzato perché gay, si uccide a 15 anni. La famiglia denuncia la scuola: «Ignorate le sue richieste di aiuto»

I genitori di un adolescente gay morto suicida, hanno fatto causa alla scuola per aver «ignorato le sue richieste di aiuto»Quasi due anni dopo che l'adolescente è morto suicida dopo essere stato presumibilmente vittima di bullismo nella sua scuola in Alabama, la sua famiglia ha intentato una causa per «omicidio colposo». Gli avvocati della famiglia di Nigel Shelby hanno affermato che il personale scolastico ha violato il titolo VI, che vieta la discriminazione intenzionale sulla base di razza, colore e origine nazionale, e il titolo IX, che vieta alle scuole pubbliche di ignorare le molestie basate su stereotipi di genere.

Gli avvocati per i diritti civili Benjamin Crump e Jasmine Rand, hanno detto che Shelby, 15 anni, gay, aveva ripetutamente denunciato di essere stato «vittima di bullismo a scuola e sui social media». Il preside «non ha offerto alcuna assistenza né si è assunto alcuna responsabilità per assicurarsi che questo bambino fosse protetto e amato», ha detto Crump. «Stava gridando aiuto in tutti i modi». La famiglia di Shelby ha citato in giudizio le scuole della città di Huntsville, il consiglio per l'educazione di Huntsville, la città di Huntsville e diversi funzionari scolastici.

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Crump, che martedì era a Minneapolis in rappresentanza anche delle famiglie di George Floyd e Daunte Wright, i due uomini neri morti per mano della polizia, ha notato che affrontare i pregiudizi razziali dei funzionari scolastici è importante quanto combattere i pregiudizi della polizia. I funzionari della scuola hanno anche ignorato gli amici di Nigel che si sono fatti avanti dicendo che avevano paura che stesse facendo del male a se stesso e «avevano paura che Nigel si sarebbe tolto la vita», ha detto Rand. La causa cita diversi studenti che, in molte occasioni, hanno segnalato la loro preoccupazione per Nigel. 

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A volte, gli studenti stessi accompagnavano Nigel nell'ufficio della preside quando andava a denunciare bullismo fisico e verbale. Invece di allertare i genitori di Nigel, la preside ha detto a Nigel che se aveva intenzione di prendere decisioni da adulto riguardo al suo orientamento sessuale, allora doveva essere «pronto ad affrontare le conseguenze degli adulti», si legge nella causa. Un'altra volta, quando Nigel è andato dalla preside per chiedere aiuto, «lei gli ha detto che aveva solo il tempo consentito dal timer della clessidra». Diverse ore dopo la morte di Nigel, il 18 aprile 2019, sua madre ha detto di essere stata contattata dalla scuola: «Forse è il caso di cercare un biglietto di suicidio nel suo zaino».

«Quando sento tutto quello che stava succedendo a scuola, mi ha devastato», ha detto il padre di Nigel, Patrick Cruz, martedì scorso. Cruz ha raccontatoche suo figlio era «intelligente estroverso e aveva anche spavalderia: era una persona del popolo». Un passo indietro: «Diverse volte avevo contattato la scuola per vedere cosa stava succedendo  e mi è stato sempre detto che andava tutto bene, ma non andava bene. Questi sono stati i due anni più difficili della mia vita. ... La parte peggiore di tutto questo, voglio dire ovviamente è perderlo, ma è il fatto che tutte queste cose stavano succedendo e non ne avevo idea», ha concluso il padre.

 

Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 10:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA