Sulla questione economica servirà la stessa chiarezza usata per l'immigrazione

Caro direttore,
rallentamento della crescita... Export in contrazione... Aumento dei tassi di interesse... Clausole di salvaguardia... Mai come adesso la questione economica risulta centrale...
Francesco Pontelli
Mestre


Caro lettore,
la questione economica è sempre stata centrale. E lo è inevitabilmente e necessariamente per il governo in carica. Il tema dell'immigrazione ha monopolizzato l'attenzione e lo scenario politico delle ultime settimane. Ed era giusto che fosse così. Su questo fronte l'Italia non poteva più sopportare l'ipocrita atteggiamento degli altri paesi europei e doveva assumere iniziative che dessero il senso, ai cittadini italiani e alle cancellerie straniere, di un cambio di marcia sulla questione migranti. Si può essere d'accordo o meno sulle scelte del governo e del ministro Salvini, ma è ciò che è avvenuto. La partita economica invece è ancora tutta aperta e tutta da giocare. Anzi le primissime mosse, quelle del cosiddetto decreto dignità, lasciano piuttosto perplessi e sembrano il frutto più di un atteggiamento ideologico che di una pragmatica valutazione delle esigenze del mondo delle imprese italiane. Non è un inizio confortante. Ma c'è tempo per correggere la rotta. Quel che è sicuro è che la vera sfida che il governo dovrà giocare nei prossimi mesi è quella economica. Innanzitutto nei confronti dell'Europa: cambiare le regole della politica economica Ue, come sarebbe giusto e necessario, è un obiettivo ambizioso e non facile da raggiungere. Come intende muoversi il governo? Per ora non è facile capirlo. Lo stesso vale per la politica fiscale: le promesse fatte in campagna elettorale non possono essere rinnegate o cancellate. Possono essere diversamente modulate ma gli impegni vanno mantenuti o, in alternativa, va spiegato al Paese perché ciò non è possibile e come si intendono comunque ottenere i tagli fiscali promessi. Su queste materie finora il governo si è mosso con scarsa chiarezza e non facendo intravedere una precisa e lineare strategia. Com'è invece accaduto sull'immigrazione. Ma l'ora delle scelte non può essere rinviata all'infinito.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mercoledì 4 Luglio 2018, 05:05






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Sulla questione economica servirà la stessa chiarezza usata per l'immigrazione
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 14 commenti presenti
2018-07-05 10:14:00
Per l'immigrazione non ho visto nessuna chiarezza, infatti si è presa una decisione che indipendentemente da come la si pensi, non ha portato ad una soluzione definitiva. In economia una simile incertezza si pagherebbe cara.
2018-07-05 13:50:10
Non c'è maggior cieco di chi non vuol vedere. Non so se Salvini riuscira' ad imporre la propria politica sui migranti all'Europa, ma tutto si puo' dire fuorche' che sia poco chiara o confusa. Puo' piacere o meno, ma almeno finalmente il nostro Governo ha espresso illustrato il proprio intendimento. Era ora.
2018-07-04 23:43:08
Mi faccia capire, Direttore: gli obiettivi della partita economica dovrebbero essere, 1) fare la voce grossa in Europa perche' ci sia consentito di sforare i limiti di deficit, e 2) utilizzare il tesoretto ricavato per tagliare allegramente la pressione fiscale (sui piu' ricchi, come da programma del centrodestra). Ma in questo modo il debito pubblico gia' altissimo non rischia di andare alle stelle, con conseguente possibile fallimento del sistema paese come in Grecia e in Argentina? Conosco gia' l'obiezione: meno tasse uguale piu' consumi e piu' investimenti, uguale piu' crescita, uguale piu' gettito fiscale, e i conti magicamente tornano in ordine. Ma, e se cosi' non fosse? Se i soldi in piu' in tasca non fossero spesi per fare investimenti, ma per acquistare costosi e lussuosi prodotti esteri? Possiamo permetterci di fare una simile scommessa sulla pelle delle future generazioni?
2018-07-05 12:26:38
Ma mi faccia capire lei dove ha trovato gli argomenti per sostenere questa visione quantomeno fantasiosa della realtà... il deficit è un numero ARBITRARIO non ha alcun senso averlo fissato al 3% (parole del funzionario di Mitteran che lo propose) quindi sforarlo per ragioni di bilancio è perfettamente legittimo il taglio delle tasse nel 3° paese per pressione fiscale al mondo è doveroso e non "allegro" il debito pubblico non va alle stelle, visto che alle stelle c'è andato con l'austerità e da ultimo NON SIAMO COME GRECIA E ARGENTINA!!! il primo non produce né esporta nulla, è in deficit ed è ampiamente sovvenzionato, la seconda esporta solo soia prezzata in dollari, importa tutto ed ha avuto la bellissima idea di agganciarsi al dollaro in un cambio fisso che l'ha portata al default, capito cambio fisso e poi default...
2018-07-05 13:31:03
Chi di politica ed economia non ne capisce nulla dovrebbe avere il buon gusto di evitare (almeno in queste materie) di esternare alcunche' limitandosi, se proprio non ce la fa a stare zitto, ad intervenire sulle questioni che piu' gli si addicono, come ad esempio il Grande Fratello o la cosiddetta invasione di migranti...