I giovani che si impegnano meritano rispetto, ma le Sardine sono vittime della loro inconsistenza

Domenica 13 Giugno 2021
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Egregio direttore,
tornano le Sardine, ma in saor, data la calura. I nipotini anti Salvini tornano in piazza nel fine settimana tra Roma Firenze e Bologna. Si rifanno vive per vendere seimila piantine di cannabis light, prenotandole in rete e ritirabili sul luogo del comizio, pardon ; pescheria. Con le sardine in Saor, ritorna il sorridente e riccioluto Santori. Un idealista che vola altissimo, figurarsi se perde tempo con la partita Iva del suo idraulico o i ristori del barista sotto casa che non ha lavorato per più di un anno. Povero pesce azzurro. Le leggi su cannabis, ius soli e del Ddl Zan sono i tre filoni che delineano lo stereotipo del progressista perfetto. questa volta gioca con le piantine di cannabis con le freschezza del neofita che vuole svecchiare il Palazzo.

Giancarlo Parissenti
Mestre

Caro lettore,
chiunque decida di impegnarsi in politica merita la giusta considerazione. Basta solo non trasformare alcuni volonterosi e ambiziosi giovanotti in profeti del mondo che verrà, investendoli di un ruolo che non hanno e, con ogni probabilità, non possono avere. Forse mi sbaglierò, ma questo ritorno delle cosiddette Sardine si esaurirà abbastanza rapidamente. Per una semplice ma evidente ragione: la mancanza di idee e di proposte originali. La ragion d'essere delle Sardine è l'esistenza di qualcun altro. Cioè di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni e delle forze politiche che questi due leader politici guidano. Le Sardine si sono qualificate da subito non per ciò che proponevano, ma per quello a cui si opponevano. Il loro trampolino di lancio sono state le elezioni regionali dell'Emilia Romagna, dove Santori e compagni sono saliti alla ribalta politica per aver contribuito, con la loro mobilitazione, a fermare l'avanzata di Salvini e la conquista da parte della candidata leghista di una delle regioni da sempre guidate dalla sinistra. Ma da quel momento in poi cosa hanno fatto? In quali iniziative o proposte originali si è qualificata la loro presenza politica? In realtà hanno vissuto di rendita mediatica, infilando anche una nutrita serie di gaffe per inabissarsi mestamente con l'inizio della pandemia. Non senza essersi fatte prima notare per indimenticabili iniziative come non farticontagiare in cui, tra l'altro, affermavano che «L'unica mascherina utile è quella della cultura. Chi crea allarmismo alimenta virus di gran lunga più pericolosi». Non c'è che dire; un'efficace analisi della realtà. Ora provano a riprendersi un po' di palcoscenico, cavalcando l'autocoltivazione della cannabis. Tema ovviamente al centro degli interessi degli italiani, dopo un anno e mezzo di pandemia. Ma forse è meglio così. Perchè quando Santori ha provato a cimentarsi su altri fronti, per esempio ad esprimere un giudizio su Mario Draghi, ha distillato questo fulgido esempio di pensiero politico: «La sua nomina dimostra che siamo ancora dipendenti dai mercati». Ah però!

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