Omicron, 11 casi collegati all'Italia. Nel Regno Unito sta sostituendo la Delta: «Dominante entro le prossime settimane»

Lunedì 6 Dicembre 2021 di Mauro Evangelisti
Variante Omicron, 11 casi collegati all'Italia. E nel Regno Unito sta sostituendo la Delta

Omicron, sono undici i casi collegati all’Italia. L’ultimo è un trentenne giapponese trovato positivo all’aeroporto di Tokyo, al rientro da una vacanza nel nostro Paese. Sette fanno parte del cluster di Caserta, originata dal manager tornato positivo dal Sudafrica. Altri due sono stati segnalati nei giorni scorsi a Bolzano e a Vicenza. Ieri è arrivata la conferma dal laboratorio di Microbiologia e virologia dell’Aou di Sassari che anche il rugbista di 28 anni, rientrato da Joahnnesburg, è stato contagiato dalla nuova variante individuata in Botswana e in Sudafrica. Per fortuna non ha trasmesso il virus a nessuno, anche perché una volta rientrato ad Alghero si è, saggiamente, isolato.

Interessanti i dati che arrivano dai test a cui sono stati sottoposti 43 passeggeri del volo Amsterdam-Fiumicino e dai 118 del Fiumicino-Alghero usati dal giovane atleta per tornare in Sardegna dopo la prima tratta tra Sudafrica e Olanda. Nessuno è risultato positivo e questo rappresenta una importante dimostrazione che, grazie al ricambio di aria costante garantito dai filtri Hepa sugli aerei non è così facile la trasmissione, anche per una variante molto contagiosa come la Omicron.

 

 

Questa conclusione però va presa con le pinze: i 118 passeggeri del volo Fiumicino-Alghero sono ancora in quarantena e oggi saranno sottoposti a un tampone di controllo. Sia il manager di Caserta, sia il rugbista prima di partire avevano eseguito un test ed erano risultati negativi, dunque bisognerà anche riflettere sull’affidabilità dei tamponi nell’individuare il contagio della nuova variante. L’undicesimo caso di Omicron legato al nostro Paese appare essere - anche se servono nuove conferme - quello di un trentenne giapponese che, secondo quanto riportano i media locali, era stato a lungo in Italia ed era rientrato facendo scalo a Francoforte. Ad Haneda, uno dei due aeroporti di Tokyo, all’arrivo è stato sottoposto al tampone, è risultato positivo alla Omicron.

L’uomo era vaccinato con Moderna (seconda dose in agosto), particolare che lo accomuna anche al rugbista sardo, al manager di Caserta e ai suoi familiari. Così pochi casi non fanno statistica, però sembrano confermare il timore degli scienziati che la Omicron aggiri la protezione dei vaccini. Allo stesso modo, però, c’è un altro elemento che accomuna gli undici contagiati italiani: tutti sono asintomatici o con sintomi molto lievi (anche la madre e la suocera del manager, anziane). Bisogna comprendere se ciò avviene grazie alla protezione del vaccino o perché in media i sintomi della Omicron sono, in media, più leggeri, come ha confermato anche Anthony Fauci.

 

Va però aggiunto un altro dato: i contagi in Sudafrica stanno aumentando a ritmi mai visti in precedenza e anche se fosse vero (resta da dimostrare) che i casi gravi sono meno rispetto ad altre varianti, quando un numero altissimo di persone si contagia basta anche una bassa percentuale di malattia non leggera per mandare in serio affanno gli ospedali. Ormai la Omicron sta correndo rapidamente: solo nel Regno Unito ci sono 336 contagi e il ministro della Salute Javid ha spiegato: «Nessuno è finito in ospedale, ma siamo di fronte a una trasmissione comunitaria».

Spiega il professor Paul Hunter dell’Università dell’East Anglia: «La Omicron diventerà la variante dominante probabilmente entro le prossime settimane o almeno un mese». Secondo l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, «diversi Paesi della Ue - Belgio, Danimarca, Germania, Spagna - hanno rilevato anche casi senza un legame epidemiologico con aree in cui è documentata o si presume ci sia una trasmissione comunitaria. Ciò indica che in questi Paesi potrebbe essere in corso una trasmissione comunitaria non rilevata».

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Diciotto paesi europei hanno già trovato la nuova variante. Segnalazioni di contagi da Omicron (anche se quasi sempre conseguenza di viaggi in Africa) arrivano da tutto il mondo: Russia, Nepal, Thailandia, Argentina, Usa. Il blocco dei voli non ha fermato la variante che probabilmente era già in Europa e in America da qualche settimana. Molto dure le reazioni degli stati africani. Secondo Sarafa Tunji Isola, alto commissario della Nigeria per il Regno Unito, le restrizioni imposte dai britannici «sono una apartheid dei viaggi».

Durissimo anche lo scienziato sudafricano Tulio de Oliveira, direttore del laboratorio della piattaforma di sequenziamento: «Se il mondo continua a punire l’Africa per avere scoperto la Omicron e gli scienziati usano i nostri dati, chi condividerà di nuovo in futuro altri dati? Hanno bloccato l’Africa e causato enormi costi economici. I paesi del resto del mondo invece di aiutare, ora stanno accumulando più vaccini per i booster, antivirali, reagenti per la genotipizzazione. Con i nostri dati le case farmaceutiche stanno sviluppando vaccini per la Omicron, a chi andranno per primi? Chi trarrà profitto? I guadagni andranno ai Paesi sviluppati e l’Africa subirà i danni economici?».


 

Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 07:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA