Roberta Siragusa, il fidanzato tenta di darsi fuoco in carcere. Oggi i funerali della 17enne

Giovedì 4 Febbraio 2021
Roberta Siragusa, il fidanzato tenta di darsi fuoco in carcere. Oggi i funerali della 17enne

Pietro Morreale, il ragazzo di 19 anni accusato dell'omicidio della fidanzata Roberta Siragusa ha tentato di darsi fuoco in carcere. Proprio oggi nel giorno del funerale della 17enne. Sembra che il giovane abbia provato a darsi fuoco accendendo un cumulo di carta igienica ma è stato salvato. 

Intanto questa mattina Caccamo ha ricordato Roberta.  Striscioni, palloncini rossi e bianchi, manifesti listati a lutto con il nome della ragazza.  «Alle donne va rubato il cuore non la vita», si legge su un lenzuolo appeso nel piazzale della Chiesa Santissima Annunziata di Caccamo. 

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L'omelia

«Noi qui, stamattina, consegniamo Roberta ad un Corpo che è stato anch'esso martoriato e ucciso: il Corpo crocifisso di Gesù di Nazareth. Ucciso con violenza da uomini che non sapevano quello che facevano. Perché chiunque è violento non sa che la violenza ha la forza distruttiva di una bomba all'idrogeno: provoca una deflagrazione a cascata». Sono le parole di monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, durante le esequie di Roberta. «Nel costato di Cristo, aperto e trafitto con violenza, entrano tutti i cuori lacerati dalla violenza. I cuori lacerati dei familiari di Roberta. I cuori di noi tutti. Non abbiamo parole da darvi, sorelle e fratelli; solo un Corpo, un Cuore, dentro il quale piangere il dolore senza fine della vostra e nostra «piccola» Roberta così martoriata- dice - Ma il cuore di Cristo attende anche il dolore - che deve essere dilaniante - e il pentimento, a caro prezzo certamente, di coloro che provocano violenza. La nostra ribellione, la nostra condanna si ferma. Pensiamo a quel verso, citato da Francesco Carnelutti, che fu scritto per placare dei cuori distrutti dal dolore, di fronte ai loro carnefici: «Vedo nei tuoi occhi tutta la mia possibilità di male». Anche il dolore di chi è colpevole ha diritto ad entrare nel cuore di Cristo.  Gesù nel Vangelo dice agli affaticati e agli oppressi: «Venite a me!» (Mt 11, 28). Io oggi ripeto il suo invito: «Venite nel riposo di Cristo».  Vieni Roberta nel suo cuore«. »La tua bellezza insanguinata e sfigurata, nel Crocifisso Risorto splenderà per l'eternità. Venite a Lui, al suo amore, alla sua misericordia, voi a cui Roberta è stata strappata: tu mamma Iana, tu papà Filippo, tu Dario suo amato fratello. Voi suoi amici. Solo nostro Signore, che è morto sfigurato nell'abbandono della croce, dopo aver squarciato con un grido il silenzio del Padre, solo Lui sa come starvi vicini- dice monsignor Lorefice-  Senza parole. Accogliendo il vostro silenzio e il vostro grido, la vostra ribellione e la vostra disperazione. Il vostro desiderio di riabbracciare per sempre Roberta. Di comunione eterna. Che solo Dio può dare».

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Le indagini

Ieri la salma è tornata a casa dopo l'autopsia eseguita a Messina. L'esame non ha chiarito ancora del tutto la causa della morte, ma pare che abbia già escluso che la ragazza sia stata strangolata. Per l'omicidio è indagato il fidanzato della giovane, Pietro Morreale di 19 anni, che si trova in carcere. «Un corpo dilaniato, come ha detto il gip e siamo molto provati per quello che abbiamo visto», ha detto ieri l'avvocato Giuseppe Canzone, legale della famiglia, che ha assistito all'autopsia. «Dobbiamo attendere l'esito degli esami istologici per stabilire le cause del decesso. Dall'esame autoptico sono emerse - ha invece affermato Manfredi Rubino il consulente nominato dagli avvocati che assistono la famiglia di Roberta Siragusa - gravi ustioni a livello del tronco, del viso e degli arti superiori e una parte degli arti inferiori. Non è ancora sufficiente per stabilire le cause di morte».

 

 

Ultimo aggiornamento: 12:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA