Influenza, boom di casi tra i bambini. Gli esperti: «Il picco deve ancora arrivare». Come proteggersi

Per i prossimi giorni si stima un incremento di nuovi casi

Lunedì 5 Dicembre 2022 di Graziella Melina
Influenza, boom di casi tra i bambini. Gli esperti: «Il picco deve ancora arrivare». Come proteggersi

Il timore di dover stare a letto con la febbre nella stagione invernale, soprattutto se si pensa già alle prossime feste natalizie, è ormai prevalente ovunque. Secondo l’ultimo bollettino Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo che va dal 21 al 27 novembre 2022 i casi stimati di sindrome simil-influenzale rapportati all’intera popolazione italiana sono circa 762mila, per un totale di circa 2 milioni 552mila a partire dall’inizio della sorveglianza. Nella 47esima settimana di quest’anno l’incidenza è stata pari a 12,9 casi per mille assistiti, contro i 9,5 nella settimana precedente. E per i prossimi giorni si stima un incremento di nuovi casi. Per difendersi dall’influenza, come è ormai noto, basterebbe vaccinarsi, evitare contatti con persone contagiate o comunque proteggersi usando la mascherina. Eppure, a quanto pare, i virus influenzali continuano a colpire senza sosta.

I farmaci

 

«Se si ha l’influenza si sta casa e si prendono i farmaci sintomatici, altro modo di difendersi è quello di evitare i contatti in ambienti molto affollati – premette Claudio Cricelli, presidente della società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) - I farmaci disponibili servono solo a combattere i sintomi, come la febbre, i dolori articolari e muscolari; se abbiamo la tosse prendiamo un farmaco per il catarro. Facciamo attenzione poi alla febbre: se ha una durata di 48-72 ore è normale, dobbiamo cominciare a preoccuparci invece se compaiono altri sintomi, per esempio un dolore al torace forte oppure se la febbre continua a insistere e ho i brividi. In quel caso, è opportuno avvertire il medico, perché ci potrebbe essere una complicanza dell’influenza».

Gli anziani

In genere, il paziente comincia a migliorare nel giro di due, massimo tre giorni. «Dobbiamo soprattutto monitorare gli anziani perché vanno spesso incontro a complicanze, e poi le persone con malattie respiratorie oppure con il diabete, perché sono quelle più esposte alle complicanze batteriche».

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Quest’anno ad essere colpiti sono soprattutto i bambini al di sotto dei 5 anni; l’incidenza è pari a 40,8 casi per mille assistiti (29,6 nella settimana precedente). «I più piccoli si ammalano maggiormente perché sono quelli meno vaccinati– spiega Cricelli - e poi perché non avendo avuto l’influenza in precedenza, non hanno nemmeno quella protezione che si ottiene quando il nostro sistema immunitario entra in contato con il virus. Non dobbiamo dimenticare, poi, che una malattia virale spesso ci lascia come strascico un senso di debolezza e quindi una sorta di predisposizione a riammalarci».

Le feste di Natale

 

Intanto, l’andamento epidemico fa presupporre che il picco si avrà a ridosso delle feste natalizie. «L’influenza è stata rilevata in Italia a ottobre – ricorda Cricelli - In questo momento i dati Influnet indicano che la curva sta salendo un po’ in anticipo rispetto agli altri anni, il picco lo avremo quindi ai primi di gennaio anziché alla fine del mese. Ma questo fa parte delle normali dinamiche. E in un certo senso può essere un dato positivo, perché le persone che si sono vaccinate a ottobre sono protette di più. Se l’influenza arrivasse molto tardi, la vaccinazione invece calerebbe anche di intensità».

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Per proteggersi con la profilassi si è ancora in tempo. «La vaccinazione si può fare in qualsiasi momento – assicura il presidente della Simg - Naturalmente più tardi si fa, maggiore è il rischio che a un certo punto ci ammaliamo. Non dimentichiamo che il vaccino impiega un paio di settimane almeno per essere efficace, e in quel periodo di tempo ci si può ammalare lo stesso».

Le mascherine

 

Quanto all’incubazione, difficile capire quanto duri in realtà. «Non esiste una incubazione standard – dice l’esperto - perché ognuno di noi ha un sistema immunitario diverso e una carica infettante differente, per cui a volte può durare anche un paio di giorni». Intanto, per evitare di finire a letto con la febbre, meglio proteggersi con la mascherina. «È consigliabile utilizzarla durante tutta la stagione invernale – raccomanda Cricelli - perché naturalmente impedisce che tutti i virus ci contagino. Se si lavora in un luogo chiuso a stretto contatto con i colleghi, meglio indossarla sempre».

Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre, 09:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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