Influenza, sintomi simili al Covid. Pregliasco: «Stagione dura. Picco a Natale, rischio 20.000 morti»

Sintomi molto simili tra i due virus

Lunedì 5 Dicembre 2022
Influenza, sintomi simili al Covid. Pregliasco: «Stagione dura. Picco a Natale, rischio 20.000 morti»

Influenza e Covid, è praticamente impossibile distinguere l'uno dall'altro a giudicare dai sintomi. Per questo ci sarà una sovrapposizione dei picchi pandemici (influenza australiana e Covid) che porterà a un'ondata invernale molto lunga. Il virologo Fabrizio Pregliasco ha anche stimato la portata di questa ondata. «Nel periodo natalizio quando si arriverà a 150mila casi giornalieri, per un totale stagionale di 10 milioni di casi a Capodanno», ha spiegato Pregliasco, professore all'Università Statale di Milano, nel suo intervento a Rai Radio1, ospite di 'Un Giorno da Pecorà. «Studiare» l'influenza «è la mia passione e posso dire che l'Australiana, che è già arrivata, renderà la stagione molto tosta. Farà dei morti, come sempre, - conclude - e il range delle persone che vengono a mancare per l'influenza vanno dai 5mila ai 20mila».

Secondo l'ultimo bollettino di InfluNet sono circa 770mila gli italiani a letto in questi giorni, pari a 12,9 ogni mille. Vuol dire che la circolazione del virus influenzale è piuttosto sostenuta, ha spiegato Pregliasco a Fanpage.it.  «Abbiamo visto che ci sono dei virus che si modificano. Lo abbiamo capito col Covid ma lo sapevamo da anni con i virus influenzali. Questo virus, che si chiama A(H3N2) Darwin, dal luogo in cui è stato isolato per la prima volta, non è totalmente diverso dagli altri ma è una variante, che ha capacità diffusiva maggiore ed è stato individuato nell'emisfero australe durante il loro inverno. Ha caratteristiche che schivano la pregressa immunità da precedenti malattie. Per cui può dare ampia prova di sé, come è successo in Australia, dove ad agosto, quando da loro era inverno, è stato all'origine della peggiore ondata degli ultimi 5 anni».

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Anche in Italia l'influenza sta colpendo tanti, soprattutto bimbi. «I tanti casi di influenza stanno mettendo sotto pressione i medici di famiglia, subissati da telefonate, whatsapp, messaggi. Siamo a limiti della sostenibilità. Ci sono molte richieste anche perché ad essere più colpiti sono i giovani in età lavorativa. Nei nostri studi si scatena quindi anche l' emergenza certificatì di malattia, sia per il lavoro che per i rientri a scuola, che spesso dipendono dalla fantasia del singolo preside. A dirlo all'Adnkronos Salute è Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg). «Le chiamate - spiega - sono concentrate soprattutto nelle fasi iniziali e in quelle finali della malattia».

Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 11:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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