Ferrero, ira della figlia: «Mio padre è fuori di testa, vado in galera per lui e nemmeno mi ringrazia»

L’intercettazione: «Sta lì grazie a me che ho firmato al posto suo»

Mercoledì 8 Dicembre 2021 di Michela Allegri
Ferrero, l'ira della figlia: «Vado in galera per lui e nemmeno mi ringrazia»

Un reticolo di società svuotate e incastrate come scatole cinesi, un ginepraio di operazioni e una montagna di debiti. Massimo Ferrero, l'ex presidente della Sampdoria, da lunedì nel carcere di San Vittore a Milano con l'accusa di bancarotta fraudolenta aggravata, anche se sulla carta non era coinvolto nella gestione aziendale, secondo i pm era il vero dominus del gruppo e il regista di una miriade di operazioni scriteriate: bilanci falsificati, debiti nascosti e rimpallati da una ditta all'altra, fino agli escamotage per aggirare il Fisco.

Ferrero, l'ira della figlia Vanessa

 

Anche se gli affari andavano malissimo, Er Viperetta pensava in grande: progettava di ricomprare l'attico in via Torquato Taramelli, nel quartiere Parioli di Roma, una casa dal costo di almeno 4 milioni di euro, e continuava a fare una vita extra-lusso. Mentre la figlia Vanessa - ora ai domiciliari - raccontava al telefono di essere praticamente ridotta alla fame, nonostante per aiutare il padre avesse accettato di essere formalmente amministratrice di diverse società.

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I DIALOGHI
Nelle trecento pagine di ordinanza cautelare firmate dal gip di Paola - nell'inchiesta, oltre a Ferrero e alla figlia, sono coinvolti anche il nipote dell'imprenditore e la ex moglie Laura Sini - sono i dialoghi captati dagli inquirenti a raccontare la gestione irregolare delle aziende - la Ellemme Spa, Blu Cinematografica Srl, Blu Line Srl e Maestrale Srl, dichiarate fallite tra il 2017 e il 2020 - e anche i rapporti tesi tra Er Viperetta e Vanessa Ferrero. «Mio padre non ci sta con la testa, sta fuori», dice la donna, intercettata, mentre parla con un ex dipendente del gruppo. Racconta poi di essere quella che «comanda sulla carta», ma di non avere mai preso davvero le redini delle aziende - «perché sono troppo rispettosa e poi perché non mi è convenuto» - e di non avere mai ricevuto un compenso adeguato: «Te sto a chiede tutto quello che mi devi dà che non mi hai dato... te ne stai andà in Africa, stai a partì per venti giorni, stai a portà le tate, io te sto a dì che non magno, che me sta a chiamà la banca tutti i giorni». La Ferrero sostiene di avere tantissimi problemi giudiziari per coprire il padre: «Io non ho fatto una cosa delle 16 denunce penali che ho... mi voglio levare da questo ginepraio. Invece di dire: Amore scusa che ti ho messo in questa situazione di m..., a pagà la galera, quando i problemi sono miei non tuoi, perdonami figlia dilettà. Così dovrebbe comportarsi. Io non c'ho manco i soldi per la spesa».


IL COMMERCIALISTA
A raccontare la vera situazione finanziaria di Er Viperetta, però, è il commercialista di fiducia del gruppo, Gianluca Vidal. «Ha una propensione al rischio», dice l'uomo parlando con Andrea Diamanti, collaboratore di fiducia dell'ex presidente della Samp. «Mi ha detto che la sua vita è stata di battaglia e le battaglie vanno vinte una alla volta. Lui ogni giorno deve trovare un posto dove bucare e far scendere dei soldi - prosegue - se davvero gli bloccano tutto alla fine non è tanto possibile fare tutte queste cose... E quindi bisognerà vedere che fare all'interno di queste scatole per operare».

Nelle società, proseguono i due, è stata fatta «talmente tanta m... che è veramente preoccupante come sono state gestite». Ferrero, però, non sembra preoccupato, tanto che medita di riacquistare la casa di via Torquato Taramelli. Vidal racconta a Diamanti di avere cercato di dissuaderlo, inutilmente. «Ieri stavo a litigare con Massimo perché mi dice: Ho da prendere sti soldi qua, questi qua, questi e quell'altri... no perché con questi voglio ricomprarmi via Taramelli. Voglio dì, ma sei scemo?», dice. E Diamanti: «Sì! Come no! Certo... meno male che gliel'hai detto pure tu!».

 

 

Vidal: «No ma te non hai idea, è una casa che quando è messa a posto vale 4 milioni». Diamanti replica che in realtà di «270 metri quadri, 90 sono legittimi, il resto sono abusivi... va beh comunque spero che l'hai fatto desistere». Il commercialista è sconsolato: «No, zero! Massimo non desiste mai dalle sue idee... gli ho detto: Ma scusa Massimo mi fai quasi ridere, hai 200 milioni di debiti e pensi di uscirne in questa maniera?». Il professionista sostiene che Er Viperetta ripeta in continuazione: «A me non frega un c... dei soldi». E Diamanti dice: «Ma è una frase vuota, nel senso che non si tratta di fregartene o non fregartene, il fatto è che non ce l'hai oggi!».
«I SOLDI DELLA SAMP»
I due parlano poi di un termine di pagamento che Ferrero si è impegnato a saldare entro il 2 dicembre. «Adesso ho capito perché sta cercando di prendere i soldi dalla Sampdoria! Ok!», dice ridendo Vidal.

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Nei prossimi giorni il gip fisserà gli interrogatori di garanzia. L'avvocato di Ferrero, Giuseppina Tenga, ha spiegato di non essere ancora riuscita a parlare con il suo assistito, «Ieri a Milano era festa e oggi è l'Immacolata. E il procuratore di Paola era in ferie. Tra l'altro, non avendo disposto il trasferimento a Roma come avevamo chiesto, la cassaforte nella casa romana di Ferrero è stata aperta con la fiamma ossidrica. Per noi è difficile anche riuscire a consegnare una borsa con gli indumenti a Ferrero visto che il carcere milanese è chiuso». La penalista ribadisce, comunque, che in questa vicenda «la Sampdoria non c'entra nulla. Ferrero formalmente sarà costretto a dimettersi perché dal carcere, ovviamente, non può occuparsi di una società sportiva».
 

Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 10:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA