Meloni a Milano, prima uscita pubblica: «Caro-energia, intervenire sui costi. Stop a speculazione sul gas»

Sabato 1 Ottobre 2022
Giorgia Meloni, prima uscita pubblica al villaggio Coldiretti a Milano, nel pomeriggio forse a Arcore

Dare «risposte immediate ed efficaci», «restituire a questa nazione una strategia industriale» e «difendere gli interessi nazionali». Nel suo primo appuntamento pubblico dopo la vittoria elettorale, Giorgia Meloni parla a Milano davanti alla platea della Coldiretti facendo una sorta di discorso programmatico del prossimo governo,con una importante precisazione: «non intendiamo fare da soli», credo nei «corpi intermedi». Arrivata al Castello Sforzesco dopo l'incontro con Silvio Berlusconi, la leader di Fratelli d'Italia si scusa per la voce un pò roca e le scappa un sorriso quando dice «se dovessimo essere chiamati a governare questa nazione..» . «Nazione» è la parola che ripete più spesso ed è ai suoi problemi che intende dare «risposte efficaci e immediate».

 

A partire dal caro energia, perché «una responsabilità prioritaria del futuro governo» è «capire come intervenire sui costi energetici in questo autunno», dato che le soluzioni che può trovare l'esecutivo uscente, impegnato in «una trattativa molto complessa a livello europeo», avranno efficacia solo «tra qualche mese sul costo delle bollette». È «una dura conservatrice e una nazionalista euroscettica» ma «per un revival del fascismo guardate a Mosca, non a Roma», scrive il Financial Times, correggendo alcune valutazioni fatte in questi giorni da una parte della stampa internazionale sul ritorno del centrodestra al potere in Italia.

E per la «conservatrice» Meloni resta centrale la questione dei costi energetici, così come quella dell'interesse nazionale. «Non entrerò più di tanto in un'eventuale polemica - attacca - ma quando qualcuno in questa nazione segnalava che in Europa si parte dalla difesa degli interessi nazionali per arrivare a soluzioni comuni, non lo faceva perché era populista ma perché era lucido». Su questo non ci saranno dubbi e quindi bisogna «tornare a partire dalla difesa del nostro interesse nazionale per trovare soluzioni comuni», rimarca.

Solo applausi convinti per lei da una platea come quella degli agricoltori che con l'Europa hanno un rapporto non semplice. Con il presidente di Coldiretti Ettore Prandini che nel suo discorso dal palco definisce il vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans «un nemico». Ed è per questa platea che la leader di Fratelli d'Italia fa uno strappo alla regola che si è imposta in questi giorni di «limitare le uscite pubbliche per dedicarsi anima e corpo ai dossier più urgenti». «Ci siamo dati come obiettivo anche quello di restituire a questa nazione una strategia industriale che non ha da molto tempo» e «la bussola» del centrodestra indica «un concetto molto semplice: non disturbare chi vuole fare, chi vuole creare ricchezza, chi produce lavoro, chi vuole assumere.

Usciamo da una legislatura - ricorda Meloni - nella quale si è detto che la povertà si poteva abolire con un decreto, che la crescita e la ricchezza si creavano con un decreto, non è così: la ricchezza in questa nazione la fanno le aziende con i loro lavoratori». Un concetto che si aggancia al principio dell'autosufficienza, che non è «autarchia» - spiega - ma un modello anche per evitare l'eccessiva dipendenza dell'Italia dagli altri oltre che un progetto di sistema.

Un altro obiettivo chiarito durante la campagna elettorale, e ribadito oggi, è quello «modificare il rapporto tra Stato e cittadini, tra stato e imprese». « »Serve uno stato che abbia voglia di lavorare con determinazione e con coraggio, parlando con i corpi intermedi e le associazioni di categoria«: »Non intendiamo fare da soli - chiarisce la presidente di Fratelli d'Italia - credo nei corpi intermedi, credo nella serietà di chi alcune materie le vive ogni giorno e non ho mai creduto che la politica potesse dare da sola le risposte migliori a qualsiasi problema«. Si concede quindi un giro tra gli stand di un comparto dove - è assoltamente convinta - »siamo molto più competitivi di tutti gli altri«. Tanti selfie e applausi, per Giorgia, poi un »pit stop« per assaggiare mozzarella e parmigiano reggiano. E quindi firmare la petizione contro il cibo sintetico. Tra le grandi questioni della filiera agroalimentare, che »versa in condizioni molto complesse«, c'è la sostenibilità »ambientale« che va di pari passo con quella economica e sociale perchè- chiude il ragionamento la leader di Fdi - »vogliamo difendere l'ambiente con l'uomo dentro«, la protezione della qualità e la sovranità alimentare, che è »il tema centrale«. E a questo punto gli applausi arrivano più forti e convinti.

Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre, 08:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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