Maltempo a Catania, Paolo Grassidonio, il volontario della Protezione civile morto annegato nel nubifragio

il Dipartimento regionale della Protezione civile (Drpc) Sicilia. «Travolto dalla furia di un evento inimmaginabile»

Mercoledì 27 Ottobre 2021
Paolo Grassidonio, il volontario della Protezione civile morto nel nubifragio a Catania

MediCane fa paura. Il ciclone che si è abbattuto sulla provincia di Catania provocando tre morti e una persona che risulta ancora dispersa oltre a danni ingenti ancora da quantificare, si sta trasformando in uragano: muove i suoi tentacoli carichi di acqua, vento ed elettricità sul versante ionico del Mediterraneo come mostrano diverse immagini satellitari. Secondo le previsioni degli esperti, toccherà il picco venerdì proprio nella zona del catanese per poi spostarsi velocemente in Calabria.

 

 

Paolo Grassidonio, il volontario morto a Catania

 

Paolo Claudio Agatino Grassidonio, l'uomo di 53 anni morto ieri a Gravina di Catania per il nubifragio che si è abbattuto nel catanese, era un volontario dell'Associazione nazionale carabinieri (Anc) di Nicolosi. Lo rende noto il Dipartimento regionale della Protezione civile (Drpc) Sicilia. «Noi non sappiamo se si stesse recando a prestare soccorso a qualcuno in quegli istanti - scrive la Protezione civile regionale su Facebook - è però andato incontro al suo destino, travolto dalla furia di un evento inimmaginabile. La notizia che Paolo Grassidonio fosse un volontario di Protezione Civile si è avuta solo in tarda serata, quando sono arrivate le conferme ufficiali sull'identità dell'uomo. Cioè mentre i suoi colleghi soccorrevano ancora cittadini in varie zone della città o pompavano acqua fuori dalle case di Catania. Lo sconforto per la morte del collega si è fatto sentire, ma - si legge ancora nel post - anche in suo nome tutti hanno continuato il loro impegno per gli altri. Sono numerosi i messaggi cordoglio giunti alla famiglia anche via social, da parte di colleghi, semplici cittadini e dalle autorità; lo stesso Capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, oggi durante la riunione in Prefettura ha messo in evidenza il fatto che Grassidonio appartenesse alla comunità dei volontari di Protezione Civile. Alla famiglia giungano le condoglianze del dirigente generale, Salvo Cocina, anche a nome di tutto il personale del Drpc Sicilia».

 

 

 

 

 

Allerta per i prossimi giorni

A Catania, e nei comuni intorno, l'allerta è massima. La gente è terrorizzata dopo quello che ha dovuto affrontare negli ultimi due giorni, con città e paesi sommersi da acqua, fango e detriti con le strade piene d'acqua e le piazze sommerse. Gruppi di volontari si sono dati da fare per ripulire quanto più possibile, molti rifiuti trascinati dall'acqua sono finiti in mare. I commercianti hanno sistemando barriere in ferro nei negozi per proteggere il più possibile le proprie merci. Già a partire da domani le scuole e tutti gli uffici pubblici rimarranno chiusi. Per domani il bollettino della Protezione civile indica allerta arancione, rossa dopodomani.

 

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Stato di emergenza in Sicilia

In seduta straordinaria e urgente, il governo regionale, convocato dal presidente Nello Musumeci proprio nella sede di Catania, ha già deliberato lo stato di emergenza regionale, atto propedeutico per chiedere al governo centrale il riconoscimento dello stato di calamità nazionale. Qualche ora dopo, Musumeci ha chiesto a Roma una «legge speciale» con una dotazione di «almeno di tre miliardi» per contrastare il rischio idrogeologico e le frane provocate proprio dagli eventi ambientali. La ricognizione dei danni - per la quale sono già stati attivati gli uffici regionali della Protezione civile, del Genio civile e degli Ispettorati agrari - sarà possibile solo dopo il cessato stato di allerta, che purtroppo potrebbe protrarsi fino a domenica, sottolinea la Regione. «In 49 anni di vita vissuta in questa città non avevo mai vissuto questo fenomeno», commenta il sindaco di Catania Salvo Pogliese. «Sono stato nel centro storico e in alcuni quartieri periferici e non avevo mai visto immagini di devastazione simili - dice il sindaco - le immagini della Pescheria sono emblematiche: non era un fiume in piena, era un lago che sommergeva il livello di piazza Duomo».

Ultimo aggiornamento: 20:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA