Primo giorno di Green pass al lavoro, certificati di malattia in aumento: «Il 23% in più della scorsa settimana»

Venerdì 15 Ottobre 2021
Primo giorno di Green pass al lavoro, certificati di malattia in aumento: «Il 23% in più della scorsa settimana»

Cellulare su una mano con il Qrcode del green pass e tesserino per timbrare dall'altro. Le amministrazioni pubbliche hanno retto senza problemi l'impatto del primo giorno il ritorno al lavoro in presenza. I ministeri hanno preparato con attenzione l'operazione 'certificato verde' e a parte qualche piccola coda inevitabile, non hanno registrato problemi. Anche perché da una parte sono state scaglionate le entrate e i ritorni, dall'altra sono aumentati i certificati medici presentati. I dati in quest'ultima caso riguardano sia il lavoro pubblico che quello privato ma indicano che alla fine della mattinata all'Inps erano arrivati 47.393 certificati di malattia, in lieve aumento (5,5%) rispetto a due settimane prima ma con un deciso balzo (+23,3%) rispetto al venerdì precedente. Le amministrazione pubbliche si sono comunque attrezzate.

 

 

 

 

Green pass, i controlli del primo giorno

Al dipartimento per la funzione pubblica - il cuore dell' organizzazione della Pa - lo scanner per la temperatura controlla anche il green pass. Nell'immenso falansterio dei ministeri economici c'è invece un totem per il green pass, la telecamera per la temperatura e poi il tradizionale tornello per l'ingresso. Va però detto che il green pass viene associato al tesserino del lavoratore e vale 24 ore, quindi è possibile uscire per uno spuntino. In pratica la 'pausa-caffè' è salva, anche se al ministero dell'Economia ci sono due bar interni e - ovviamente - sarebbe inutile ripetere la stessa operazione nello stesso giorno.

 

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Brunetta: tutto regolare

Che non sia un giorno come un altro lo si capisce avvicinandosi ai portoni. Il ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta varca il portone alle 8 di mattina a bordo della sua auto, ma poi esce di nuovo per passare dalla portineria dove saluta i 4 lavoratori in coda ed esibisce il suo green pass sullo scanner. Il tornello però richiede anche il tesserino per aprirsi: il ministro non ha il tesserino di lavoro e quindi serve lo sblocco parte dalla portineria. Tutto comunque fila liscio. «Ci siamo preparati - dice - tutto regolare. Non ci saranno problemi». Ed è vero. Al Tesoro hanno deciso di scaglionare gli ingressi. Ci sono 2.400 lavoratori che in periodi pre-Covid varcavano il cancello. Ora ne sono stati chiamati al lavoro circa mille. I quattro ingressi del palazzo hanno ciascuno più di un totem per leggere il Qr Code. È chiaro, i dipendenti già dai giorni scorsi hanno cominciato a tornare al lavoro. Ma per molti è il rientro dopo un lungo smart working. E allora dietro la mascherina si allarga un sorriso e la domanda d'obbligo è «come va?». La risposta è scontata «tutto bene». Del resto oggi non è il solito tran tran. Lo certificano lo scanner e il green pass.

 

 

Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 06:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA