Francesco Pantaleo, studente morto a Pisa: il giallo della laurea e del pc “vuoto”

Sabato 31 Luglio 2021 di Claudia Guasco
Francesco Pantaleo, lo studente morto a Pisa: il giallo dei documenti e del pc vuoto

Una settimana fa Francesco Pantaleo, 27 anni, studente fuori sede di Marsala all'Università di Pisa, si è chiuso alle spalle la porta dell'appartamento che condivideva con altri due compagni e dal quel momento è calato il buio. Nella sua stanza ha lasciato portafoglio, bancomat, telefono, computer e gli occhiali da vista. Dopo due giorni il padre, Tonino Pantaleo, lanciava un appello disperato sui social: «Se qualcuno l'ha visto, mi contatti». Lo hanno trovato prima i carabinieri: carbonizzato, in un campo a San Giuliano Terme, con più punti d'innesco delle fiamme vicino al suo corpo. Francesco ha raccontato ai genitori che stava aspettando l'esito dell'ultimo esame prima della tesi in Ingegneria informatica, «ha detto che l'appello di laurea sarebbe iniziato il 27 luglio, ma quella data non risulta», ha scoperto sconfortato il papà. «Qualsiasi cosa sia successa, tutto si sistema, torna a casa», è il messaggio che il figlio non ha mai ascoltato perché il giorno dopo la scomparsa, il 24 luglio, era già morto bruciato nel prato.

 


COMPUTER VUOTO
A lanciare l'allarme sono stati i genitori dalla Sicilia, che non riuscivano a mettersi in contatto con il ragazzo. Il cadavere è stato identificato con la comparazione del dna dei campioni biologici consegnati ai carabinieri dai familiari, mentre la tac eseguita nei giorni scorsi non avrebbe rivelato ferite precedenti agli effetti delle fiamme.

Francesco Pantaleo, pc “vuoto”

 

Prima di andarsene, Francesco ha lasciato il vuoto dietro di sé: il computer nuovo, sul quale lavorava da tre mesi, era ripulito, senza nemmeno un file. Incredibile e anche inquietante per uno studente a un passo dalla laurea. E avrebbe anche tentato di cancellare il sistema di geolocalizzazione del cellulare ragalatogli dal padre, come risulta da una mail. L'ultimo contatto con la famiglia, per telefono, risale a venerdì 23 luglio. Sembrava sereno, ha assicurato che andava tutto bene e che sarebbe uscito per andare a correre.

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«Non riusciamo a capire - non si dava pace Antonino quando il figlio era ancora una persona svanita nel nulla - Sembra si stia parlando di qualcun altro. Mai avrei pensato che mio figlio potesse fare una cosa del genere, non è da lui, ragazzo serio e senza grilli per la testa». Mamma e papà sono partiti subito dalla Sicilia, destinazione Pisa. «Le tracce fiutate dai cani molecolari portavano fino alla stazione di San Rossore, non lontano da casa sua. Fino al binario 3», precisa Tonino. «Poi più nulla. Con mia moglie, dopo aver perlustrato tutta Pisa, ci siamo spostati in comuni vicini per cercarlo».

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La mobilitazione di carabinieri, polizia, vigili del fuoco, protezione civile e cani molecolari ha avuto l'esito peggiore, il ritrovamento del corpo di Francesco. Qualche ora prima sulla pagina Facebook spotted Unipi, molto frequentata dagli universitari pisani, una ragazza rimasta anonima aveva scritto una lettera appello a Francesco Pantaleo: «Non ti conosco ma ho avuto il sospetto che sulla tua scomparsa c'entrasse l'università e sai perché? Perché ci sono passata anche io e tantissime volte avrei voluto lasciare tutto, perché mi sentivo così in difetto e una continua delusione per i miei genitori. Anche io studiavo ingegneria informatica e più che un corso di laurea per me era una sofferenza».


 

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