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Roma, 14enne disabile pestato sul bus: «Sei un indiano mangia-riso»

Sabato 3 Ottobre 2015 di Adelaide Pierucci
Roma, 14enne disabile pestato sul bus: «Sei un indiano mangia-riso»
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Lo hanno deriso e colpito con un giornale arrotolato. Poi gli hanno dato dell' «indiano mangiariso». Poi giù, con schiaffi e pugni. La vittima è un adolscente disabile che l'altra mattina viaggiava sulla linea 774 a Tor Carbone. A un quarto d'ora dalle otto sul bus una ressa di studenti, lavoratori e qualche perditempo.



Due trentenni albanesi guardano storto una comitiva di liceali e alla fine puntano chi ha più difficoltà a reagire: un diciottenne italiano di origine indiana con problemi motori. Lo guardano e scoppiano a ridere. «Mangiariso», gli dicono. E giù colpi in testa con il giornale. I passeggeri restano allibiti per gli insulti gratuiti. Gli amici della vittima reagiscono. Uno si fa avanti per fargli scudo e viene scaraventato a terra e colpito a pugni. Un parapiglia che ha preoccupato anche l'autista, che ha avvertito subito il 113 col telefonino e fermato il bus in mezzo alla strada, senza aspettare neppure la fermata successiva. Adesso gli aggressori sono ai domiciliari.



IL PROCESSO

Gli albanesi si sono ritrovati direttamente in manette sulla volante del commissariato di Tor Carbone. Sono stati fermati e arrestati non appena l'autista ha aperto le portiere. Ieri, in aula, al processo per direttissima è arrivata la convalida dell'arresto per i reati di lesioni personali, violenza privata e violazione della legge in materia di discriminazioni razziali. Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari. Il pm d'aula, Gianluca Mazzei, ha parlato di «aggressione grave» tanto più che esercitata «volontariamente» su un ragazzo disabile. «Inevitabile l'applicazione di una misura restrittiva», è stata la sua conclusione.



Durante la convalida dell'arresto, in un'aula a porte chiuse a piazzale Clodio, il primo a prendere la parola è stato un agente di polizia: «I ragazzi erano terrorizzati. Li abbiamo soccorsi. Lo studente indiano, in particolare, era provato, ma deciso a denunciare». Anche gli arrestati, Eduart Moni e Roland Dauti, 32 e 33 anni, uno con un precedente per droga e l'altro per furto, assistiti dall'avvocato Anna Lisa Montano, hanno preso la parola: «Sono stati loro a darci dei pezzenti. Forse perché io avevo una mano fasciata e la maglietta strappata - azzarda Moni - Ma non abbiamo picchiato nessuno. Solo un disguido».

Una ricostruzione che non ha convinto. La vittima dell'aggressione sulla denuncia non aveva lasciato margini di dubbi: «Stavamo per fatti nostri.



All'improvviso mi hanno cominciato a sfottere e a tirare schiaffi sul viso. Mi hanno offeso e anche deriso con un giornale arrotolato. E anche chi è intervenuto in mia difesa ha preso le botte». Gli amici, sentiti dalla polizia, hanno confermato tutto.

«Un gesto vigliacco che offende Roma», ha reagito Daniela Tiburzi (Pd), presidente della commissione Politiche Sociali e della Salute del Campidoglio che ha espresso la sua personale solidarietà alla vittima dell'aggressione. ha aggiunto: «Ribadisco ancora una volta la necessità di ripartire dalle scuole per insegnare ai nostri ragazzi che uno dei valori fondamentali è il rispetto per l'altro».
Ultimo aggiornamento: 11:45

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