Roma, calci e pugni per rapinarlo: presi un romeno e un tunisino. Per la vittima 8 giorni di prognosi

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Roma, calci e pugni per rapinarlo: presi un romeno e un tunisino. Per la vittima 8 giorni di prognosi
Lo hanno colpito con calci e pugni per rubargli il cellulare. È accaduto ieri nel quartiere di Montesacro, a Roma, in via Ugo Ojetti, nel parcheggio vicino al parco. I due malviventi, identificati per G.G. romeno di 22 anni e B.M. tunisino di 32 anni, sono stati individuati poco dopo e bloccati dagli agenti del reparto volanti e commissariato Fidene Serpentara.

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Accompagnati negli uffici di Polizia, sono stati arrestati e dovranno rispondere di rapina aggravata. La vittima, un italiano di 32 anni, accompagnato in ospedale per le cure del caso, ha riportato lesioni guaribili in 8 giorni.
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Martedì 11 Settembre 2018, 10:56






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2018-09-11 16:29:39
Sei anni anni e 5 anni e 6 mesi. Tanto costa, in Italia, legare, brutalizzare e stuprare due ragazzine di 14 anni. In un prato di un quartiere periferico. Le pene sono quelle comminate, ieri 10 settembre, a Mario Seferovic e Laikon Halilovic, di 21 e 21 anni rispettivamente. I fatti risalgono al maggio 2017 ma solo nel novembre dello scorso anno le due vittime hanno avuto il coraggio di denunciare quanto accaduto, vincendo la paura dopo che il Seferovic aveva minacciato di uccidere entrambe e le loro famiglie se avessero parlato. A emettere la sentenza che grida vendetta, vergogna e quant'altro è stato il gup Maurizio Silvestri al termine del processo con rito abbreviato nel quale la procura aveva chiesto 10 anni. Le accuse erano pesantissime: violenza sessuale di gruppo aggravata dalla minore età delle vittime e dal sequestro di persona. Ma il giudice ha assorbito la fattispecie del sequestro di persona (le due ragazzine vennero legate prima della violenza) nella violenza sessuale aggravata , pur disponendo la misura di sicurezza di un anno a carico dei condannati, che dovranno comunicare qualsiasi spostamento una volta finito di espirare le condanne. Il gip, poi, ha bocciato l'istanza per una misura restrittiva alternativa al carcere, disponendo il carcere visti i "loro profili di pericolosità sociale". (tra tre o quattro anni al massimo i due saranno comunque liberi). Durante l'udienza, Seferovic ha anche preso la parola: lui, che per mesi è stato convinto dell'impunità visto il tempo che le vittime hanno impiegato a denunciarlo, ha ribadito di essere innocente: "E' stata una serata come le altre, non le abbiamo abusate".