Coronavirus, come una maschera da snorkeling è diventata un respiratore. E tutto per amore di Carlotta

Lunedì 23 Marzo 2020 di Alessandra Spinelli

Nonostante gli sforzi degli ultimi giorni e il parziale rallentamento dei contagi, ospedali e medici continuano a lamentare una carenza fondamentale delle apparecchiature per le terapie subintensive. Ma nello stesso tempo sui social è cominciata a circolare la foto di una maschera, di quelle dell’estate, vendute da Decathlon, per fare lo snorkeling al mare, riveduta e corretta e pronta proprio per l’emergenza del Covid-19.. Come mai?

 

Coronavirus, Gucci e Prada rispondono all'appello della Toscana per produrre mascherine e camici

Tutto è iniziato con una telefonata di un primario in pensione dell’ospedale di Gardone Valtrompia, Renato Favero, che ha visto la maschera e ha pensato «perché non riconvertire questo speciale modello easybreath in una vera maschera respiratoria?». Così ha chiamato Cristian Fracassi della Isinnova, startup bresciana, in attivo 50 brevetti, e 14 dipendenti, divenuta famosa nelle scorse settimane per aver aiutato l’Ospedale di Chiari stampando valvole per respiratori che l’azienda produttrice non poteva fornire. E anche in questa storia la chiave di volta è ancora una valvola.
Nasce così un progetto sviluppato in soli 7 giorni che prevede la sostituzione del boccaglio con una valvola stampata in 3D che permette a sua volta di collegarsi ai tubi dell’ossigeno, trasformandola in una maschera C-PAP ospedaliera per terapia sub-intensiva. La cosa bella numero uno è che la maschera provata in due ospedali e adattata su indicazioni dei medici è risultata funzionante. La cosa bella numero 2 è che chiunque potrà stampare gratuitamente le valvole e il raccordo, a condizione che non siano utilizzate per fini commerciali. La cosa bella numero 3 è che sono tutti felici di poter dare una mano gratuitamente.

Coronavirus, giovani cinesi donano 3500 mascherine alla Questura e all'Anps

IL NOME DELLA MOGLIE
«Abbiamo contattato in breve tempo Decathlon, in quanto ideatore, produttore e distributore della maschera Easybreath da snorkeling - racconta Fracassi - l’azienda si è resa immediatamente disponibile a collaborare fornendo il disegno CAD della maschera che avevamo individuato. Il prodotto è stato smontato, studiato e sono state valutate le modifiche da fare. È stato poi disegnato il nuovo componente per il raccordo al respiratore, che abbiamo chiamato valvola Charlotte (un omaggio alla moglie di Fracassi che si chiama Carlotta, ndr) , e che abbiamo stampato in breve tempo tramite stampa 3d. Il prototipo nel suo insieme è stato testato su un nostro collega direttamente all’Ospedale di Chiari, agganciandolo al corpo del respiratore, e si è dimostrato correttamente funzionante. L’ospedale stesso è rimasto entusiasta dell’idea e ha deciso di provare il dispositivo su un paziente in stato di necessità. Il collaudo è andato a buon fine». Tanto che ora chde la protezione civile di Brescia ne ha ordinato 500 pezzi.

Fca, una fabbrica per le mascherine da donare Manley: «Ne faremo un milione al mese»

SPIEGAZIONI
Sul sito di Innova ci sono tutte le spiegazioni ma si chiarisce perfettamente che per il momento «né la maschera né il raccordo valvolare sono certificati e il loro impiego è subordinato a una situazione di cogente necessità. L’uso da parte del paziente è subordinato all’accettazione dell’utilizzo di un dispositivo biomedicale non certificato, tramite dichiarazione firmata». Inoltre: «Si raccomanda, per chi volesse utilizzare la documentazione per replicarlo, di avvalersi della collaborazione di personale tecnico specializzato per la realizzazione e della supervisione di un medico per l’utilizzo. E’ assolutamente sconsigliato replicarlo se privi di tali competenze ed in ogni caso sempre e solo in mancanza di altre alternative».

Ultimo aggiornamento: 18:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

PIEMME

CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÁ

www.piemmeonline.it
Per la pubblicità su questo sito, contattaci