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Carol Maltesi, il killer si spacciava per lei. L'ex compagno: «Rifiutò la videochiamata con il figlio, mi sono insospettito»

L'ultima intervista di Carol Maltesi a La Zanzara a dicembre. Il piano diabolico di Davide Fontana, il killer che per 3 mesi si è finto lei.

Giovedì 31 Marzo 2022 di Veronica Cursi
Carol Maltesi, il killer si spacciava per lei. L'ex compagno: «Rifiutò la videochiamata con il figlio, mi sono insospettito»

Non solo l'ha uccisa con un'assurda ferocia, tagliandola a pezzi per poi tenerla in un freezer e disfarsi del corpo in un dirupo. Ma per 3 mesi Davide Fontana, il killer di Carol Maltesi, in arte Charlotte Angie, la pornostar uccisa a Rescaldina nel Milanese si è spacciato per lei attraverso il suo cellulare. Rispondeva ai messaggi con la mamma e il papà, chattava su Whatsapp con l'ex compagno della donna e il figlio di 6 anni. «Carol aveva una famiglia che la amava, anche se mamma e papà erano separati, le volevano bene, la chiamavano principessa - ha raccontato l'avvocato Manuela Scalia.

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Il compleanno del figlio

Nel periodo in cui la ragazza sembrava scomparsa  la mamma ha continuato a chiamarla», ma Davide Fontana, 43enne dipendente di banca,  il cui arresto è stato convalidato, «le aveva scritto fingendosi Carol di essere a Dubai, dove non poteva usare il telefono». Lo stesso è accaduto all'ex compagno di Carol, padre di suo figlio. «Ha continuato a chiamarla, e si è insospettito il giorno del compleanno del piccolo, perché lei non mancava mai una videochiamata». Quando Carol non è comparsa in videochiamata, «il padre del suo bambino ha pensato di andare al Consolato, pensando che le fosse accaduto qualcosa».

 

L'ultima intervista

Lo scorso 6 dicembre la 26enne era stata intervistata dal programma radio La Zanzara. E' stata l'ultima intervista di Charlotte Angie: un mese dopo sarebbe morta. Nell’intervista con il conduttore Giuseppe Cruciani la ragazza aveva raccontato il suo cambio di vita: «Ho scelto il porno per due motivi: mi piace e si guadagna molto di più che facendo la commessa». Era di ritorno da Praga, dove il mercato del porno era molto redditizio. E' stata proprio grazie a quell'intervista che, dopo la scoperta del cadavere in fondo ad un dirupo a Borno nel Bresciano,  si è risalito a Carol Maltesi. Dopo quell’intervista, infatti, un ascoltatore del programma ha cominciato a seguirla sui social e ha contribuito in maniera importante alle indagini con elementi cruciali per identificare la vittima, riconoscendo i tatuaggi sul corpo martoriato.

 

Il racconto choc del killer

Fontana ha raccontato agli inquirenti di aver colpito la donna con un martello durante un gioco erotico con una confessione choc: «Non so che cosa sia successo. Lei si muoveva con la testa ed io continuavo a colpirla ma non so bene dove perché aveva il sacchetto in testa. A questo punto, resomi conto di cosa avevo fatto, le ho tolto il cappuccio e credo che fosse morta. Mi son reso conto di averle procurato molte ferite dalle quali perdeva molto sangue». «Credo che fosse già morta ma, non sapendo che altro fare, le ho tagliato la gola con un coltello da cucina a lama liscia che poi ho buttato in un cestino dell'immondizia a Rescaldina. Mi è sembrato che fosse un atto di pietà, vedevo che stava soffrendo e ho concluso le sue pene tagliandole la gola», sono le parole usate dall'uomo nel lungo interrogatorio di lunedì notte che si è concluso con il fermo disposto dal pm Lorena Ghibaudo e confermato dal gip che si è poi dichiarata incompetente territorialmente e ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Busto Arsizio.

Il macabro piano di Davide Fontana

La tesi del gioco erotico, tuttavia, non è al momento ritenuta credibile da chi indaga. Nei prossimi giorni gli inquirenti entreranno nelle case della vittima e del suo assassino per i primi accertamenti, così come inizieranno ad analizzare i cellulari sequestrati. Fontana ai carabinieri di Brescia ha anche aggiunto che dopo aver fatto a pezzi Carol Maltesi ha cercato di dare fuoco ai resti. «Ho prenotato un appartamento su Air B&B sito a Vararo, non ricordo il nome. Era una casa singola in collina, isolata. La prima volta ho pernottato due giorni per rendermi conto della logistica. Ho poi successivamente prenotato ancora una volta la medesima abitazione e, in questa occasione, ho portato con me i sacchi contenenti il corpo. Nella zona barbecue di questa abitazione ho provato ad appiccare il fuoco ai pezzi del cadavere, utilizzando alcol e benzina, ma mi son reso conto che non era fattibile. Ho quindi recuperato i pezzi e li ho riportati a casa di Carol mettendoli nel freezer» ha spiegato l'impiegato di banca ora in carcere. Il congelatore lo aveva comprato apposta e lo aveva installato a casa della donna con la quale aveva avuto una relazione che - ha spiegato Davide Fontana - era finita dopo un viaggio a Viterbo per girare le scene del primo film a luci rosse registrato dalla ragazza. 

Ultimo aggiornamento: 1 Aprile, 09:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA