Il medico di famiglia se ne va e lascia l'annuncio in chiesa

Martedì 19 Marzo 2019 di Raffaella Gabrieli
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RIVAMONTE-VOLTAGO - «Cari pazienti, vi saluto tutti, il mio incarico tra voi si esaurisce, è stato bello»: sono state più o meno di questo tenore le parole con cui Alberto Barosso, 26enne medico di base padovano, da meno di un anno in servizio tra Rivamonte e Voltago, si è congedato dai suoi assistiti. Non a una serata, o durante un evento in municipio, ma al termine della messa domenicale. L'iniziale incredulità ha lasciato poi il posto alla protesta e ora gli abitanti sono pronti ad avviare una raccolta firme da inviare all'Usl 1 Dolomiti chiedendo che il professionista resti. Operazione complicata: Barosso dovrà intraprendere i 3 anni di specializzazione come medico di base che i cittadini speravano potesse svolgere mantenendo il lavoro ai piedi del monte Agner. 
 
LA VICENDAAveva iniziato l'attività nel maggio scorso. Ma pur nel poco tempo trascorso è riuscito a farsi amare dai pazienti e dai loro famigliari. Tant'è che tutti gli riconoscono preparazione, impegno e dedizione. «Tante volte - spiegano gli assistiti - va in visita ai malati di sua iniziativa, senza essere stato contattato dai parenti. Quando sa che ci sono dei casi un po' gravi lui va, visita, controlla, dà una buona parola. E questo non è da tutti». Ma Barosso deve fare i conti con le procedure e proprio venerdì ha saputo che con il 26 marzo il suo incarico cesserà. «Un vero peccato - affermano i residenti pronti ad avviare una petizione - Non è facile trovare un medico bravo e che al contempo abbia voglia di vivere qua. Barosso, invece, è così: ha preso casa a Frassenè ed è felice di abitarvi. L'idea di perderlo ci fa stare molto male». Il dottore ha comunque fatto richiesta di poter svolgere la scuola negli ospedali della provincia di Belluno così da rimanere in zona, sperando poi di poter fare delle guardie mediche o delle sostituzioni di colleghi. 
L'ANNUNCIOIl medico, per annunciare la sua prossima partenza, ha scelto la chiesa. E così tra sabato e domenica a Voltago, a Frassenè e a Rivamonte, al termine delle funzioni religiose, don Fabiano Del Favero gli ha dato la parola per spiegare la situazione che ha lasciato interdetti tutti i presenti. «Bella la sintonia tra i due - il commento dei fedeli - entrambi giovani e con tanta voglia di fare per i nostri paesi. Anche don Fabiano corre come un matto: da solo deve seguirsi cinque parrocchie: Rivamonte (dove vive), Voltago, Frassenè, Gosaldo e Tiser. Guai se ce lo dovessero portare via». Dopo le prime reazioni di rammarico, quindi, ora i cittadini valuteranno il da farsi per far sentire la propria voce a difesa del loro medico.
Raffaella Gabrieli Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 14:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA