«È finito un incubo»: sgomberata l'ex base di Bagnoli, migranti trasferiti

Venerdì 28 Settembre 2018
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BAGNOLI -  Chiude in Veneto il primo mega-centro di accoglienza migranti. È stata infatti sgomberata l'ex base militare di Bagnoli, nel padovano. L'hub di Bagnoli, una ex base missilistica dell'aereonautica dove fino al 2017 era stipato un migliaio di richiedenti asilo, è da stamane vuota. Gli ultimi 200 migranti, in gran parte nigeriani, sono stati spostati in dieci giorni dalla Prefettura in strutture più piccole di accoglienza diffusa, in accordo con le cooperative impegnate in questa attività. «È finito un incubo» ha annunciato su Facebook il sindaco del comune, Roberto Milan, ringraziando «il Governo e il ministro Salvini che ha deciso la chiusura». «Dopo quasi tre anni - aggiunge - alla base militare di San Siro di Bagnoli non c'è più nessun migrante, silenzio assordante».

L'INIZIO 10 GIORNI FA
Lo sgombero dell'ex base missilistica, gestito dalla Prefettura di Padova su disposizione del Viminale, era iniziato una decina di giorni fa, con il trasferimento in strutture di accoglienza diffusa di un'ottantina di migranti, sui circa 200 rimasti. Poi è proseguita a gruppi di 20-30 persone al giorno. «Stamane - spiega il sindaco - ho contattato un missionario che forniva assistenza nel centro, e mi ha confermato che non c'era più nessuno. Gli ultimi sei richiedenti asilo avevano lasciato oggi l'ex base. Secondo quanto risulta a Milan, i migranti sono stati distribuiti dalla Prefettura in piccoli gruppi in centri di accoglienza diffusa sul territorio della provincia di Padova.

ZAIA: «FINITA LA PACCHIA PER LE COOP, L'ARIA E' CAMBIATA»
 Lo svuotamento dell'hub costituisce per il presidente del Veneto Luca Zaia «non soltanto la dimostrazione che la pacchia per coop e affini è davvero finita, ma che l'aria nel Paese è cambiata in modo radicale». «È un'ottima notizia - aggiunge Zaia, sentito dall'Ansa - che va nella direzione che tutti noi cittadini abbiamo sempre auspicato: che i centri immigrati di quel tipo vengano definitivamente chiusi. All'abbandono di Bagnoli speriamo possano presto far seguito anche le chiusure di Cona, Montagnana, Battaglia e di tutti gli altri centri collocati in Veneto. Si tratta anche - afferma - della legittimazione dell'azione del governo e del ministro dell'Interno Salvini, cominciata poco più di cento giorni fa con la nave di una Ong. Non una semplice azione dimostrativa, bensì continuativa e convinta, come dimostra anche l'attività nei confronti dei paesi da cui si originano i flussi migratori, vedi la recentissima visita in Tunisia».

«Promesse mantenute quindi - sottolinea Zaia - ma soprattutto la capacità di far capire senza timidezze e sensi di inferiorità all'Europa intera che il problema dei flussi migratori senza regole non è soltanto una questione italiana ma che investe l'intera Ue». «Nella valutazione di un amministratore pubblico - conclude - contano i risultati. Ecco, mi pare che, dovendo giudicare l'operato del Ministro dell'Interno, non siamo di fronte a chiacchiere ma a una netta inversione di rotta di cui Bagnoli è la plastica rappresentazione».

Ultimo aggiornamento: 29 Settembre, 10:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA