Rifiuta di stringere la mano durante il colloquio di lavoro: il giudice condanna l'azienda a risarcire la giovane musulmana

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Rifiuta di stringere la mano al colloquio di lavoro: giudice condanna azienda a risarcire giovane musulmana
Non era scortesia, ma stretta osservanza dei dettami della propria religione. Una giovane svedese di religione musulmana si è vista riconoscere da un giudice il diritto ad un risarcimento da parte di un'azienda dopo che il suo colloquio per un impiego era stato interrotto quando aveva rifiutato di stringere la mano a un uomo. Secondo quanto riferisce la Bbc, Farah Alhajeh, 24 anni, era alla ricerca di un impiego in un ufficio di traduzioni nella città di Uppsala.

Ma la sua richiesta è stata respinta non appena ha rifiutato di stringere la mano ad uno degli intervistatori, portando invece la mano al cuore. Un comportamento tenuto da molte donne musulmane praticanti per evitare ogni contatto fisico con uomini che non fanno parte della loro famiglia. Un giudice del lavoro ha giudicato la decisione dell'azienda come discriminatoria e l'ha condannata a pagare alla donna un risarcimento di 40.000 corone (circa 3.400 euro).
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Giovedì 16 Agosto 2018, 20:21






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5 di 69 commenti presenti
2018-08-17 07:23:14
La stretta di mano, specie nelle regioni del nord Europa e negli USA ha anche un significato di accettazione e fiducia, che nell'ambito di un'attivita' commerciale puo' essere importante. Se la gentile signora non puo' avere contatti con maschi infedeli (in senso religioso) non farebbe meglio a starsene a casa ? Se un cliente si sente male e non puo' toccarlo (magari per girarlo e permettergli di respirare meglio) lo lascia morire ? Non esistono dottoresse o infermiere islamiche ? Loro i pazienti maschi NON li toccano ?
2018-08-16 22:07:44
Mi chiedo, perché vivere in Svezia? Perché non se ne va in Siria? O in Iraq... La avrà di certo un trattamento da vera mussulmana. Si accomodino!
2018-08-17 11:29:13
Da me i musulmani non vengono a lavorare! Prima rispetta le mie regole di buona educazione e di buon vivere, ti togli la tovaglia dalla testa perché è offensiva nei miei riguardi che sono donna, vai a pregare a casa tua e forse dopo ne riparliamo.
2018-08-16 21:17:42
Male malissimo, il giudice del lavoro ha dimenticato che sono loro ad assere venuti nel suo paese e che ne devono accettare le usanze. Da un dito si prenderanno una mano fino a disconoscere le leggi del paese che li ospitano. Dopo di che ci sarà la sharia. Stolto.
2018-08-17 08:52:31
E come al solito, i giudici la fanno da padrone sulla civilita' (al contrario, pero'). Che schifo di mondo il nostro! Non capisco: io assumo, io decido, io faccio discriminazione? Posso assumere chi voglio nella mia azienda oppure oltre a sorbirmi questi fanatici religiosi per strada devo pure sorbirmeli "in casa mia"?