Figlia di un ambasciatore alla corte dello Zar: Rebecca ha sposato il granduca Romanov

Cerimonia regale (con incoronazione) a San Pietroburgo per il matrimonio della 39enne italiana

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Francesco Pierantozzi
Una romana alla corte dello Zar: Rebecca Bettarini ha sposato il granduca George Romanov
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PARIGI L’aquila imperiale dei Romanov ricamata in oro sul lungo strascico, la corona tenuta per pochi secondi sulla testa come vuole il rito ortodosso, i ceri, la folla in piedi, e i marmi della cattedrale di sant’Isacco a San Pietroburgo: la sposa del primo Royal Wedding russo da oltre un secolo è italiana. Ieri, la romana Rebecca Bettarini, 39 anni, studi di relazioni internazionali, poliglotta, lobbista a Bruxelles, figlia dell’ambasciatore italiano in Belgio, Roberto Bettarini, ha sposato l’erede degli zar, il granduca George Mikhailovich Romanov. Rebecca è nata a Roma il 18 maggio 1982, fino a cinque anni ha vissuto a Parigi, successivamente a Bagdad. Il legame con Roma però è sempre stato molto forte: dopo l’invasione del Kuwait da parte di Saddam, Rebecca tornò con la madre nella capitale, per poi seguire il padre, nominato console generale a Caracas. Nel 1996 nuovo trasferimento a Bruxelles, per rientrare a Roma nel 2000, dove ha studiato relazioni internazionali e si è laureata con lode alla Luiss. Per 12 anni, successivamente, si è occupata di relazioni istituzionali per Finmeccanica. Infine, il colpo di fulmine. E il matrimonio.

 

Le nozze reali a San Pietroburgo


Un evento glamour quello di ieri, ampiamente seguito dalle cronache mondane fin dall’annuncio del fidanzamento a gennaio, e un simbolo storico, una “prima” dalla rivoluzione del 1917. Sul capo di Rebecca, che dal luglio del 2020, quando si è convertita alla religione ortodossa, è diventata Victoria Romanovna, brillava ieri un diadema, la tiara Lacis (fili d’oro bianco e 438 diamanti), creata di recente da Chaumet, una rivisitazione moderna del kokoshnik, tradizionale copricapo delle russe. Una scelta della sposa che per il suo matrimonio ha auspicato che «la gente non veda solo la Russia dell’Ottocento, Anna Karenina e cose simili, ma che si veda la Russia di oggi, molto diversa da come tanti ancora la immaginano». Ieri a San Pietroburgo – scelta dallo sposo perché «questa città è la storia della Russia e la storia di casa Romanov» - erano stati invitati teste coronate, aristocratici e jet set di mezza Europa, nel puro rispetto della tradizione dei matrimoni reali d’antan.

 


Inviti sono stati spediti alla regina Sofia di Spagna (madrina dello sposo) ai discendenti delle case reali di Albania, e Bulgaria. Non solo: c’erano Aimone di Savoia-Aosta ed Emanuele Filiberto di Savoia, così il matrimonio ha fornito l’occasione per il riavvicinamento tra i due rami di Casa Savoia. Tra gli invitati, il premier del Lussemburgo Xavier Bettel con il marito, il cronista mondano francese e grande amico dei Macron, Stéphane Bern. In tutto: 1500 invitati per festeggiamenti di due giorni.


Dopo il matrimonio, gli sposi si sono raccolti sulla tomba dei Romanov, poi in serata grande ricevimento al Museo Etnografico di San Pietroburgo. Nato a Madrid, George è figlio del principe prussiano Francesco Guglielmo di Hohenzollern e della granduchessa Maria Romanov, pronipote del granduca Kirill, cugino di Nicola II, ultimo dei Romanov a Mosca, trucidato dai rivoluzionari con la famiglia. La famiglia dello zar è stata canonizzata dalla Chiesa ortodossa nel 2000 e poi riconosciuta ufficialmente come vittima politica dei bolscevichi nel 2008.


Ieri il presidente russo Vladimir Putin – che pure ha accompagnato e sostiene il ritorno della fede in patria – ha comunque tenuto le distanze dal matrimonio reale: «Questo matrimonio non rientra in nessun modo nella nostra agenda» ha liquidato il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov. Diplomato a Oxford, George Romanov ha lavorato per le istituzioni europee, ed è stato poi consigliere del gigante minerario russo Norilsk Nickel, prima di fondare una sua società, Romanov & Partners. Si occupa ora di progetti filantropici a Mosca.


L’INCONTRO
E’ a Bruxelles che Rebecca e George si sono incontrati, circa dieci anni fa. Lei lavorava come lobbista. «Ci eravamo incontrati diverse volte a cene o balli, e poi un giorno ci siamo ritrovati all’ambasciata francese a Bruxelles. Lì è cominciata la nostra amicizia e poi la nostra storia d’amore», ha confidato lui qualche tempo fa a Paris Match. «Il granduca era simpatico, ho saputo subito che saremmo diventati amici. In realtà, siamo diventati molto di più, la sua educazione esemplare, d’altri tempi, e la sua generosità mi hanno conquistata. E inoltre: mi fa ridere...» ha raccontato lei nella stessa intervista.
 

Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre, 16:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA