Pablo Hasél arrestato: 9 mesi al rapper per le sue canzoni e tweet. «Esaltazione del terrorismo e ingiurie»

Martedì 16 Febbraio 2021
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Barcellona. Il rapper Pablo Hasél è stato arrestato dai Mossos d’Esquadra all’interno dell’università di Lleida, poco dopo le 8,30 del mattino, dopo un’operazione di polizia durata un paio d’ore, per essere portato in carcere a scontare una pena di nove mesi di detenzione per il contenuto di alcuni tweets e canzoni. Hasél diventa così il primo rapper in Europa a entrare in galera per un reato di opinione.

 

Pablo Hasél arrestato: 9 mesi al rapper per le sue canzoni e tweet. «Esaltazione del terrorismo e ingiurie»

Barcellona, il rapper Pablo Hasél in prigione per i contenuti di tweet e canzoni

 

 

Rifugiato all'Università

 

Il rapper catalano, che venerdì scorso si sarebbe dovuto presentare spontaneamente presso il commissariato per essere condotto in prigione, si era rifugiato all’interno dell’ateneo lleidetano assieme a una cinquantina di giovani che l’hanno voluto accompagnare nelle ultime ore in attesa della sua cattura. La notizia e gli immagini dell'arresto hanno rapidamente fatto il giro del mondo.

E’ stata l’Audiencia Nacional a confermare la condanna che era stata inflitta al rapper catalano dal Tribunal Supremo nel maggio del 2020, per i reati di apologia di terrorismo e ingiurie alla Corona e alla istituzioni dello Stato. Hasél era già stato condannato per reati analoghi nel marzo del 2015 a una pena inferiore ai due anni, senza perciò entrare in carcere. Ma ora si sommeranno gli effetti della situazione pregressa, fino a configurare una privazione di libertà per un periodo superiore ai due anni.

Nell’ultima settimana erano stati numerosi gli attestati di solidarietà di centinaia di intellettuali, artisti e giornalisti spagnoli, come Almudena Grandes, Ignacio Ramonet, Maruja Torres, Pedro Almodóvar, Javier Bardem e Joan Manuel Serrat, mobilitati in favore della sua libertà, denunciando che “Molte persone utenti delle reti sociali, ma anche musicisti, giornalisti e addirittura burattinai sono stati processati negli ultimi anni, solo per esercitare il loro diritto alla libertà di espressione”, tanto che “lo Stato spagnolo si sta assomigliando a paesi come la Turchia o il Marocco”.

La sezione spagnola di Amnesty International aveva reagito alla notizia della condanna del rapper, denunciando che “Nessuno dovrebbe essere condannato penalmente per twittare o cantare qualcosa di sgradevole o scondaloso” e aveva chiesto al governo spagnolo di cancellare quelle norme del Codice Penale che “Non rispondono agli standard internazionali dei Diritti Umani sulla libertà di espressione”. In riferimento alle modifiche introdotte nel Codice Penale nel 2015 che fanno ricadere sotto la fattispecie del delitto di apologia di terrorismo manifestazioni che corrispondono alla libertà di espressione e di dissenso. 

 

Barcellona, il rapper Pablo Hasél in prigione per i contenuti di tweet e canzoni

 

 

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