Recovery Fund, Le Maire: «Partita dura: 4 Paesi contrari». Crimi: 500 miliardi sono pochini

Martedì 19 Maggio 2020
Recovery Fund, Le Maire: «Partita dura: 4 Paesi contrari». Crimi: 500 miliardi sono pochini

Recovery Fund, parte tutta in salita la proposta franco-tedesca di istituire un fondo da 500 miliardi di euro da distribuire agli Stati più colpiti dalla pandemia di Covid19, contributi da distribuire a fondo perduto e non tramite prestiti attraverso l'emissione di bond comunitari che dovranno essere rimborsati da tutti i 27 Stati membri alla scadenza dell'obbligazione. La contrarietà di Paesi come Austria, Danimarca, Svezia e Olanda oggi fa dire al ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire che si aspetta discussioni difficili all'Ecofin sul Recovery Fund: «È un accordo decisivo, ma occorre cambiare la posizione di altri Stati in particolare di AustriaDanimarcaSvezia Olanda - , ha indicato all'Assemblea Nazionale. Sarà una partita difficile, non bisogna nasconderselo».

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Crimi (M5S): «500 miliardi nel Recovery Fund sono pochini». «Iniziamo dalla proposta che abbiamo e da qui costruiamo un vero e proprio intervento potente, perché 500 mld sono pochini per fare quello che serve realmente al nostro Paese». Lo ha detto il capo politico del M5S, Vito Crimi, ospite di «Start» su Sky Tg24 parlando dell'entità finanziaria del Recovery fund, secondo la configurazione emersa dal confronto tra la Francia e Germania.

Zingaretti: «Passo importante». «La proposta di Francia e Germania sul Recovery Fund è un passo avanti importante, così come la riflessione di Lagarde su un nuovo Patto di Stabilità. Gli europei si stanno muovendo nella giusta direzione. Ora continuiamo la battaglia per una nuova Ue della crescita, del lavoro e della giustizia sociale». Lo afferma su Facebook il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

De Petris (Leu): «Servono interventi rapidi». «Le enormi difficoltà che incontrano commercianti, esercenti e operatori del turismo nella ripartenza sono un segnale d'allarme molto grave. Non possiamo sottovalutarlo altrimenti la ricostruzione e il rilancio diventeranno chimere. Bisogna rimettere in moto l'economia del Paese e per questo saranno obbligatori nuovi sforzi e nuovi interventi»: lo dichiara la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto. «Il sostegno dell'Unione europea è fondamentale. L'accordo franco-tedesco sul Recovery Fund è un segnale confortante, anche se dobbiamo sapere che i 500 mld ipotizzati non basterebbero a far ripartire l'Europa e l'Italia. Ma soprattutto è essenziale che questi fondi arrivino tempestivamente. Proprio le difficoltà che incontrano moltissimi esercizi nella ripartenza indicano che l'Italia non può aspettare i tempi abitualmente lunghi delle decisioni europee. Per essere utili gli aiuti devono arrivare subito», conclude la presidente De Petris.

 

 
 
 

Ultimo aggiornamento: 21:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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