Il killer di Parkland vuole dei figli: «Li chiamerò come le mie armi»

Martedì 9 Aprile 2019
Il killer di Parkland vuole dei figli: «Li chiamerò come le mie armi»

«Voglio veramente dei figli, ci penso sempre, e spero che tu abbia lo stesso desiderio di avere una famiglia e dei bambini». È quanto si legge in una delle decine di mail che Nikolas Cruz, il ventenne autore della strage del liceo di Parkland, ha scritto ad una delle sue ammiratrici dalla prigione della Florida dove è in attesa del processo durante il quale potrà essere condannato a morte per aver ucciso 17 ragazzi il 14 febbraio del 2018. Nella lettera Cruz afferma di avere anche pensato a come chiamare i figli, scegliendo per i maschi i nomi di armi come Kalashnikov, Makarov e Remington. L'inquietante messaggio è contenuto in uno delle 47 lettere di Cruz che il quotidiano Sun Sentinel ha ottenuto dall'ufficio del procuratore di Broward. Lettere in cui Cruz - che non parla mai del suo crimine dicendo che sarebbe «una cattiva idea» - mostra una certa instabilità, alternando espressioni di una surreale speranza per un futuro normale e la rassegnazione per la possibilità di una condanna a morte.

«UNA VITA DIVERSA»
«Vorrei che la vita per me fosse diversa ma non lo è, ed una parte di me desidera che finisca con la morte, lasciando qualcuno che mi faccia un'iniezione per un sonno eterno» ha scritto Cruz che ha alle spalle una storia di disturbi psichici ed ha un quoziente intellettivo dichiarato «inferiore alla media». Ed è su questo che intende insistere il suo difensore al prossimo processo per evitargli la condanna a morte.  «È incostituzionale negli Stati Uniti mandare a morte una persona disabile mentale», ha detto al Sun Sentinel, Robert Dunham, direttore del Death Penalty Information Center.

Ultimo aggiornamento: 18:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA