Sostegni bis, ok alla Camera: imprese, scuola, Imu, rinvio delle cartelle e fine del cashback

Giovedì 15 Luglio 2021 di Luca Cifoni
Sostegni bis, ok alla Camera: imprese, scuola, Imu, rinvio delle cartelle e fine del cashback

Quaranta miliardi per quello che nelle intenzioni dell’esecutivo dovrebbe essere l’ultimo provvedimento economico direttamente connesso all’emergenza pandemica. Ma il “Sostegni bis” approvato ieri dalla Camera dei deputati con voto di fiducia (444 voti favorevoli e 51 contrari) nel corso dell’esame a Montecitorio si è caricato di molte novità importanti, dall’ulteriore rinvio di due mesi per la spedizione delle cartelle di pagamento sospese per il Covid, allo stop agli incentivi del cashback nel secondo semestre dell’anno, fino alla cancellazione dell’Imu per i proprietari penalizzati dal blocco degli sfratti. Alcune di queste misure sono arrivate nel testo grazie al “travaso” del decreto lavoro approvato dal governo a fine giugno, che portava con sé oltre due miliardi di ulteriori risorse. Al Senato, dove ora il provvedimento si sposta, non ci saranno modifiche perché mancano solo dieci giorni alla scadenza finale per la conversione.

 

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Nuova tornata

 

Il piatto forte del decreto originario è il nuovo round di contributi alle imprese, che dovrebbe assorbire oltre 15 miliardi di euro, anche se le precedenti tornate avevano fatto registrare richieste effettive inferiori alle stime di ministero dell’Economia e Agenzia delle Entrate. Stavolta sono tre i canali aperti: il primo sostanzialmente replica la precedente assegnazione di contributi a fondo perduto alle imprese con perdite di fatturato di almeno il 30 per cento tra 2019 e 2020, il secondo usa lo stesso criterio ma prendendo come periodo di riferimento il periodo tra 1 aprile 2020 e 31 marzo 2021 mentre il terzo, ancora da applicare, sarà tarato sulla perdita di bilancio invece che sul fatturato (la cui soglia per le imprese ammesse è stata comunque portata da 10 a 15 milioni). Altre misure riguardano la riduzione dei costi fissi sostenuti dai soggetti economici (su Tari e bollette ma anche sugli affitti con il ripristino del credito d’imposta). Circa nove miliardi sono destinati all’accesso al credito e alla liquidità delle imprese. Poco meno di 3 miliardi sono serviti per rafforzare le misure sanitarie comprese quelle relative ai vaccini. Gli oltre 4 miliardi della voce lavoro e politiche sociali includono il rifinanziamento del reddito di emergenza, una nuova tranche dell’indennità una tantum per lavoratori stagionali del turismo e dello sport e altri 500 milioni per le famiglie vulnerabili.

Come detto, molte delle novità sono quelle provenienti dal decreto lavoro di fine giugno. C’è anche l’introduzione di un’eccezione allo sblocco dei licenziamenti per la filiera del tessile, con conseguente assegnazione di ulteriori settimane di Cassa integrazione. Nello stesso testo - con una decisione che ha suscitato polemiche - è stato sospeso (con effetto da luglio a dicembre) il meccanismo del cashback introdotto dal precedente esecutivo per incoraggiare la transazioni in contanti. Circa 1,5 miliardi sono stati dirottati da questa finalità al finanziamento della riforma degli ammortizzatori sociali.

 

Il calendario

 

Il governo ha poi rimesso mano ancora una volta al calendario della riscossione, a seguito della sospensione che era stata decisa ormai quasi un anno e mezzo fa quando esplose la pandemia: l’invio delle cartelle è stato spostato in avanti di altri due mesi e dovrebbe riprendere quindi da settembre, mentre sono state dilazionate le rate in pagamento per “rottamazione ter” e “saldo e stralcio” che si sarebbero accumulate da inizio agosto. Con un emendamento al testo è stato invece affrontato un altro problema che si trascinava da tempo: quello dell’Imu dovuta dai proprietari di casa che in realtà non possono fruire del proprio immobile in quanto coinvolto nel blocco degli sfratti, in vigore dall’inizio della pandemia. La norma approvata prevede che il tributo comunale non sia dovuto per l’intero 2021: servirà un successivo provvedimento governativo per stabilire le modalità di restituzione della rata di acconto, già pagata entro la scadenza del 16 giugno.

 

Gli incentivi

 

Altre modifiche importanti riguardano il settore dell’auto: gli ecobonus vengono prorogati fino a fine anno con una dote da 350 milioni. Gli incentivi puntano alla diffusione di veicoli elettrici e ibride ma comprendono anche contributi che vanno da 750 a 2 mila euro per chi acquisterà una “Euro 6” usata, diesel o benzina, con un costo inferiore a 25 mila euro. La condizione richiesta è rottamare un’auto vecchia di almeno dieci anni.
Infine vengono stanziati altri 400 milioni per rinnovare, anche nel 2021-2022, l’organico aggiuntivo Covid della scuola. I docenti dovranno essere utilizzati per attività di recupero degli apprendimenti persi durante la Dad. Previsto uno stanziamento di 10 milioni per il 2021 per favorire l’accesso ai servizi psicologici delle fasce più deboli della popolazione, con priorità per i pazienti oncologici e per il supporto dei ragazzi in età scolare.
 

 

Ultimo aggiornamento: 14:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA