Occupazione record, in un anno 458mila posti di lavoro in più. Il tasso raggiunge il 61,8%: mai così alto

In aumento i contratti stabili e continua il calo degli inattivi

Venerdì 1 Dicembre 2023 di Giusy Franzese
Occupazione record, in un anno 458mila posti di lavoro in più. Il tasso raggiunge il 61,8%: mai così alto

Un dato così non lo si era mai visto da quando l’Istat ha iniziato a elaborare le sue statistiche al riguardo: il tasso di occupazione a ottobre è arrivato al 61,8%.

Un record appunto. Sono 23 milioni e 694.000 le persone che in Italia hanno un lavoro regolare. Nell’ultimo anno (rispetto a ottobre 2022) sono aumentati di quasi mezzo milione. 458.000 per la precisione, che significa il 2% in più. Ma non è tutto. 

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A differenza di un po’ di anni fa, quando chi si affacciava sul mondo del lavoro se era fortunato al massimo trovava un contratto precario, stavolta invece la tendenza va in tutt’altra direzione: ad aumentare sono soprattutto i contratti a tempo indeterminato, in un anno l’incremento è stato di 455.000 unità portando il dato complessivo dei lavoratori con “posto fisso” a 15 milioni e settecentomila. Più numerosi anche gli autonomi: 66.000 in più rispetto a un anno fa, ma ancora non si è riusciti a recuperare l’emorragia iniziata con il Covid. In diminuzione invece i precari: da ottobre 2022 a ottobre 2023 la platea di chi ha un contratto a termine si è ridotta di 64 mila unità.

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Nel solo mese di ottobre il numero degli occupati è aumentato complessivamente di 27.000 unità (+0,1%). A usufruire di questa maggiore vivacità del mercato del lavoro sono stati sia gli uomini che le donne, di tutte le classi d’età tranne i 35-49enni che risultano sostanzialmente stabili. Ma in questo caso - spiega la nota dell’istituto di statistica - ha influito «la dinamica demografica negativa». In realtà - sottolinea ancora l’Istat - «il tasso di occupazione, che nel complesso è in aumento di 1,2 punti percentuali, sale anche in questa classe di età (+0,8 punti) perché la diminuzione del numero di occupati 35-49enni è meno marcata di quella della corrispondente popolazione complessiva».

A fronte di un aumento degli occupati, si registra però anche un aumento dell’esercito dei disoccupati: a ottobre sono quarantacinquemila in più rispetto al mese precedente (+2,3%). Il tasso di disoccupazione totale sale al 7,8% (+0,1 punti), e quello giovanile, purtroppo, al 24,7% (+1,5 punti). Per gli under 25 bisogna tornare indietro di quasi due anni (gennaio 2022) per trovare un dato più alto.

APPARENTE PARADOSSO
Sembrerebbe un paradosso, e invece è facilmente spiegabile: dato che trovare lavoro non è più un miraggio, molte persone che prima erano così scoraggiate da non provarci nemmeno più, adesso si sono rimesse a cercare. È un segnale buono. Solo che non tutti ci sono riusciti e così in parte hanno ingrossato le fila dei disoccupati. La tendenza è ancora più evidente se si guarda il tasso di inattività tra chi ha l’età per lavorare (15-64 anni): a ottobre è sceso al 32,9%, in numero assoluto gli inattivi sono calati di 69.000 unità. Se il raffronto viene fatto sull’anno (ottobre 2022- ottobre 2023) il numero di persone in cerca di lavoro è aumentato dello 0,9% (pari a +17mila unità), il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni è diminuito del 4,2%, che in termini assoluti significa 531.000 persone in meno, ovvero 531.000 persone che hanno deciso di “attivarsi” nella ricerca di un lavoro. È probabile che abbia influito anche la perdita, per tanti, dell’assegno del Reddito di cittadinanza.
Ovviamente i dati buoni sull’occupazione fanno esultare governo e maggioranza. « Avanti così, cresce l’Italia» scrive su X il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. «Più lavoro e occupazione record: la Squadra Italia funziona» dice a sua volta, sempre con un messaggio su X, Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture. Più articolato il commento della titolare del Lavoro, Marina Calderone, che parla di «ulteriore sprone a continuare ad operare per semplificare e rendere più efficiente il mercato del lavoro, favorendo le politiche attive e migliorando le modalità di incrocio tra domanda e offerta di lavoro». Molte le voci anche di parlamentari di Fratelli d’Italia che si complimentano con la bontà delle misure messe in campo dal governo. Commenti positivi anche da autorevoli uffici studi, come quello di Confcommercio che chiede però di non trascurare «i segnali di difficoltà che emergono sul versante degli autonomi».

Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 19:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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