Contratti telefonici, le novità con il nuovo codice: contratti di massimo 24 mesi e recesso senza penali

Domenica 16 Gennaio 2022 di Giusy Franzese
Contratti telefonici, le novità con il nuovo codice: contratti di massimo 24 mesi e recesso senza penali

Durata massima del contratto di 24 mesi, mentre finora in alcuni casi si arrivava a contratti vincolati anche per il doppio del tempo, 48 mesi.  E poi diritto di recesso più facile e gratuito. E anche più controlli con possibilità di pesanti sanzioni nei confronti degli operatori "scorretti" da parte di Agcom, l'autorità indipendente del settorre delle telecomunicazioni, e obbligo di rimborso all'utente che ha subìto costi impropri e nascosti.  Da dicembre 2021 è entrato in vigore il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche che dovrebbe rendere la vita più semplice agli utenti  e più complicata agli operatori di telefonia che "giocano sporco" addebitando costi occulti per servizi mai richiesti e non desiderati.

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Tutti i possessori di telefonini (praticamente l'intera popolazione italiana dall'età scolastica in su) nelle ultime settimane hanno ricevuto messaggi dai loro gestori che li avvertivano di novità in arrivo per quanto riguarda le condizioni contrattuali. Ma ancora una volta spesso questi messaggi sono stati scritti in modo non completamente trasparente e comprensibile ai più. Vediamo quindi quali sono le principali novità a tutela degli utenti della telefonia mobile contenute nel decreto legislativo 207/ 2021 (che attua la direttiva UE 2018/1972 relativa al Codice europeo delle comunicazioni elettroniche) pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.292 del 9 dicembre scorso.

DECRETO GIA' IN VIGORE 

Il decreto è entrato in vigore il 24 dicembre 2021. Riguarda tutto il vasto mondo delle comunicazioni elettroniche, quindi non solo la telefonia ma anche le trasmissioni televisive e radiofoniche, la tutela degli impianti sottomarini di comunicazione elettronica e i  servizi radioelettrici. In questa scheda ci concentreremo sulla telefonia mobile e fissa.

LA DURATA DEI CONTRATTI

In base alle nuove regole ogni contratto di telefonia, comprese le rate di apparati, dovrà durare massimo 24 mesi; con in più l’obbligo di prevedere tra le offerte commerciali almeno un’offerta con “una durata massima iniziale di 12 mesi”. La norma vale sia per i consumatori privati che per le micro imprese, i professionisti e altre organizzazioni. I 24 mesi sono stati stabiliti, dopo una prima iniziale ipotesi di un massimo di 12 mesi, per evitare rate troppo alte a carico degli utenti, disincentivando il passaggio a nuove tecnologie, come il 5G e la fibra ottica nelle case. C'è una eccezione al limite dei 24 mesi “se il consumatore ha convenuto in un contratto separato di rateizzare i pagamenti esclusivamente per l’installazione di una connessione fisica, in particolare a reti ad altissima capacità”. Tuttavia - recita il testo della norma -  “un contratto a rate per l’installazione di una connessione fisica non include l’apparecchiatura terminale, a esempio router o modem, e non impedisce ai consumatori di esercitare i loro diritti in virtu’ del presente articolo”. E' probabile quindi che  gli operatori decidano di  proporre due contratti separati, uno per il servizio di telefonia offerto e l’altro per le rate di installazione. L'utente che accetta dovrà fare attenzione che il contributo di installazione non venga caricato di costi invisibili, come per esempio quelli relativi al modem. 

RINNOVI AUTOMATICI

I rinnovi automatici sono ancora consentiti, ma mentre adesso avvengono "salvo disdetta" entro un determinato lasso di tempo e in genere nessuno ci ricorda quai sono questi termini, adesso il nuovo codice comunicazioni elettroniche impone agli operatori maggiore trasparenza: dovranno informare «con almeno due mesi di anticipo rispetto alla proroga automatica del contratto» l’utente finale, «in modo chiaro e tempestivo e su un supporto durevole», circa la fine dell’impegno contrattuale, e dovranno ricordare le modalità di recesso dal contratto e quelle per l'eventuale passaggio ad un altro operatore. In questa occasione gli operatori potranno nel caso proporre «migliori tariffe relative ai loro servizi». Insomma, come minimo, dovranno mandare un messaggio per ricordare che sta per avvenire il rinnovo automatico, cosicché l'utente potrà avere il tempo di decidere se restare o cambiare.

DIRITTO DI RECESSO

A fronte di qualunque modifica contrattuale gli operatori sono obbligati a infromarne gli utenti  finali, con preavviso «non inferiore a trenta giorni» e, contestualmente dovranno informarli anche del loro diritto di recedere dal contratto senza incorrere in alcuna penale né ulteriore costo di disattivazione se non accettano le nuove condizioni.

In relatà questa disposizione era già in vigore prima con delibere Agcom, ma adesso è legge e quindi ha una cogenza maggiore.  Viene inoltre dato più tempo all'utente per decidere se recedere o meno: avrà a disposizione 60 giorni  dall’avvenuta comunicazione di modifica delle condizioni contrattuali e non i 30 previsti fino a dicembre scorso. 

CONTROLLI E SANZIONI

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche aumenta il potere e il ruolo  di AGCOM, in relazione ai controlli sulla congruità dei costi, sulla correttezza dei comportamenti, e sulle sanzioni. Gli operatori che non rispettano le norme potranno pagare multe fino a cinque milioni di euro (con un minimo di 240 mila euro) . Nel caso di costi addebitati agli utenti finali in modo indebito Agcom può imporre il rimborso da parte degli operatori entro un termine massimo di 30 giorni. Nel caso in cui l’inottemperanza dovesse riguardare i provvedimenti adottati dall’Autorità in merito alla violazione di disposizioni da parte di imprese aventi significativo potere di mercato, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria, compresa tra il 2% e il 5% del fatturato realizzato dall’impresa in questione nell’ultimo bilancio.

 

 

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