Naso all'insù al Trasimeno, fenicotteri rosa turisti mordi e fuggi

Giovedì 4 Giugno 2020
MAGIONE - Hanno sorvolato il Trasimeno, offrendo un grande spettacolo a chi ha avuto la fortuna di ammirarlo. Sono 17 i fenicotteri rosa avvistati all'Oasi di San Savino. Secondo quanto riferito dalla Provincia, erano stati inanellati 5 anni fa, nella Camargue Francese. Tuttavia, hanno scelto di non fermarsi, ma non sono sfuggiti all'attento obiettivo fotografico di Sergio Speziali, che li ha immortalati. Due di loro, come notato da Speziali, avevano un anello colorato. Il fotografo ha dunque pensato di trasmettere l’immagine agli ornitologi dell’Oasi che lavorando sullo scatto sono riusciti a capire l'esatto colore dell'anello e il codice impresso. Informazioni che hanno permesso di risalire ai colleghi inanellatori che avevano apposto l'anello, scoprendo così che i due fenicotteri erano stati inanellati nel 2015 presso l'Etang du fangassier, nella Camargue francese. 
«Il fenicottero rosa – spiega Maddalena Chiappini dell’Oasi naturalistica - è una specie che si sta muovendo, compiendo numerosi e frequenti spostamenti in tutta l'area del Mediterraneo e questo per un semplice motivo, la popolazione è in forte aumento, e, con l'espansione, è normale che crescano anche gli spostamenti degli individui giovani (che sono sempre i primi a muoversi e con più frequenza), ma anche degli adulti. La specie frequenta soprattutto aree caratterizzate da acque molto basse e zone umide». È per questo che la ricerca li porta spesso al Trasimeno, dove però, l'assenza dell'artemisia Salina (il gamberetto di cui si nutrono) non permette l'insediamento di una popolazione stabile: riescono a sostare, ultimamente anche a svernare, ma non a nidificare. Il dato è importante non solo dal punto di vista ornitologico, prosegue ancora Chiappini, ma anche perchè conferma l'importanza di un presidio sul territorio, l'oasi, che fa da riferimento per gli studi ornitologici e al quale i cittadini si affidano e con il quale collaborano ininterrottamente. L'avvistamento, come spiegato dall'ente provinciale, è avvenuto lunedì 1 giugno. 
Lo scorso 23 maggio - spiegano ancotra dall'ente - l'Oasi  ha riaperto le porte dopo l’emergenza sanitaria e da allora turisti e fotografi di natura hanno ripreso a frequentare la struttura. 
La riapertura, secondo quanto riferisce Chiappini, è senz’altro stata molto positiva. In cinque giornate sono state registrate molte presenze, tanto da spingere i gestori ad anticipare l'apertura e posticipare la chiusura.
«Sebbene ci siano stati tanti ospiti – racconta la responsabile - siamo, comunque, riusciti a contingentare gli ingressi e devo dire che tutti sono stati estremamente corretti: hanno indossato la mascherina, si sono lavati e/o disinfettati le mani con i gel idroalcolici che abbiamo messo a disposizione, hanno rispettato la distanza di sicurezza ed il numero massimo consentito in ogni osservatorio e, quando, spesso, c'è stato bisogno di aspettare per poter entrare, lo hanno fatto di buon grado e nell'attesa hanno visionato, tramite il loro smartphone, i filmati nel nostro canale youtube per prepararsi alla visita».
Un inizio così restituisce un po' di carica ai gestori anche se il cammino è ancora faticoso.  L’intenzione è, a breve, di riattivare le visite guidate e i laboratori “a caccia di pulci d'acqua”, nonchè un centro estivo incentrato sull’aiuto compiti.
  Ultimo aggiornamento: 18:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA