Coronavirus, dalle passeggiate al veterinario: ecco le regole per i proprietari di animali domestici

Lunedì 30 Marzo 2020 di Michela Allegri

Ai tempi dell’emergenza Coronavirus, quali sono i comportamenti che i proprietari di animali domestici devono tenere e quali regole sono tenuti a rispettare? Anche in questo caso, valgono le limitazioni imposte dal decreto emanato dal Governo per fare fronte a una crisi sanitaria senza precedenti e per cercare di limitare al massimo i rischi di contagio.

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LA PASSEGGIATA
Portare fuori il cane per fargli fare una passeggiata è consentito, ma solamente in prossimità della propria abitazione e, ovviamente, senza allontanarsi dal quartiere di residenza. Provvedere ai normali bisogni fisiologici degli animali domestici, infatti, rientra nelle «situazioni di necessità» citate nel decreto, che consentono di uscire di casa per un breve periodo della giornata. Ovviamente, è sempre necessario portare con sé l’autocertificazione: in caso di controllo servirà per giustificare lo spostamento, che dovrà essere comunque contenuto. La situazione è diversa di città in città e di regione in regione. In Veneto e in Lombardia, per esempio, un’ordinanza della Giunta regionale dispone che il proprietario dell'animale è obbligato «a rimanere nelle immediate vicinanze della residenza o dimora e comunque a distanza non superiore a 200 metri, con obbligo di documentazione agli organi di controllo del luogo di residenza o dimora».

I VOLONTARI
Cosa succede agli animali randagi, oppure abbandonati? In questo caso ha fatto chiarezza il ministero della Salute. Lo scorso 12 marzo, con una nota - "Emergenza da Coronavirus: sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare” - ha spiegato che «sono consentite le attività di accudimento e gestione degli animali presenti nelle strutture zootecniche autorizzate/registrate dal servizio veterinario, ivi compresi canili, gattili e l'accudimento e cura delle colonie feline e dei gatti in stato di libertà garantite dalla legge». Gli spostamenti relativi alla cura degli animali rientrano, in questo caso, nell'ambito della deroga relativa ai motivi di salute, «in quanto sono da estendersi alla sanità animale, in conformità delle disposizioni previste dai DPCM». 
 

 

LE VISITE
In molti in questi giorni si sono chiesti se sia possibile uscire per portare il cane, o il gatto, dal veterinario. La risposta è sì. Gli spostamenti legati alle cure del proprio animale domestico rientrano infatti nelle cause di giustificazione. Bisogna però essere sempre in grado di provare che la visita fosse necessaria, magari allegando all’autocertificazione una dichiarazione del veterinario.

Ultimo aggiornamento: 08:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA