Litigi fra medici e infermieri, pazienti a rischio

Litigi fra medici e infermieri, pazienti a rischio
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UDINE Litigi e poca sicurezza. È unanime il coro degli infermieri e delle infermiere che operano nelle terapie intensive addetti ai lavori - e sub intensive Covid del Santa Maria della Misericordia. «Manca - dicono - una reale definizione dei posti letto». Ad oggi sono aperti due reparti di terapia intensiva generale e tre per Covid, «ma con personale competente solo per gestirne tre in tutto affermano gli addetti ai lavori, che sostengono di essere affiancati da personale privo di competenze. Sale la tensione nei reparti, dopo un intero anno in trincea. «In questo modo - sostengono - sta salendo il livello di litigiosità tra medici e infermieri, dove i primi focalizzano solo posti letto liberi e i secondi non sanno più come fare» affermano, citando una legge nazionale circa le competenze degli infermieri, sempre più responsabili della presa in carico dei pazienti. «Non riusciamo più a erogare prestazioni in sicurezza - è il grido d'allarme - e vediamo un'assenza palese delle persone che ricoprono un ruolo di comando». La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la scena, a cui il personale ha assistito, non senza commenti, all'esterno dell'Ospedale. L'immagine, qui pubblicata, ritrae un medico, riconosciuto come anestesista rianimatore, intento a sistemare, sui cruscotti delle auto parcheggiate all'interno dell'area ospedaliera, un foglio con queste parole: Questo non è un parcheggio per automobili, ma un prato..., fino a un tra parentesi Ti guardo. Immediata la reazione di chi copre turni massacranti. «Hanno davvero tempo di fare questo?» si chiedono. E il livello di litigiosità sale, tanto da far giungere «a livelli di pericolosità l'assistenza ai pazienti». Un grido d'allarme e una richiesta d'aiuto rivolta al personale medico e a chi guida questi delicati reparti, sotto stress da parecchi mesi. Sicuramente, per tutti i direttori di struttura, non è un'impresa facile e, in questo momento, sicuramente non lo è per Amato De Monte, storico direttore tra le mura dell'ospedale. Una partita difficile, come medico, come dirigente e, forse, non solo. Voci di corridoio, infatti, vedono proiettare il papà dell'ozonoterapia alle prossime elezioni regionali, come possibile successore di Riccardo Riccardi alla guida della Sanità del Friuli Venezia Giulia, con la possibile sponsorizzazione di Ferruccio Saro e Renzo Tondo. Potrebbe sembrare fantapolitica, ma l'ipotesi è accreditata da diversi rumors, che si rincorrono da settimane. Del resto non un è mistero che, ormai, Saro abbia definitivamente abbandonato il centrodestra, dopo lo scontro durissimo avuto con l'assessore Sergio Bini, che ha cacciato il padre di Progetto Fvg.

L.Z.
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Il Gazzettino