Trieste fa scuola. La proposta ronde piace al centrodestra

PORDENONE - Forza Nuova vuole portare le ronde, o passeggiate notturne come le chiama, collaudate una settimana fa a Trieste, anche a Pordenone. Il partito di estrema destra ha lanciato il sasso e ora cercherà di coinvolgere gli attivisti del Friuli Occidentale. Le ronde a Trieste hanno quasi spaccato il centrodestra al governo della città. A Pordenone invece accade l'opposto. Dalle forze che guidano in coalizione la città arriva un primo sì di massima all'iniziativa, da inserire però in un quadro generale di legalità. Solo il centrosinistra, che in città come a Trieste siede tra i banchi dell'opposizione, si scaglia violentemente contro la possibilità di vedere in campo le ronde di Forza Nuova.
 
APERTURA
Il primo semaforo verde arriva dal sindaco Alessandro Ciriani. «Se vogliono girare la città e tenere gli occhi aperti - spiega - lo possono fare. È un diritto di tutti, anche di Forza Nuova. Ma il mio è un secco no alle ronde, che sono solo quelle della polizia e dei carabinieri. In più in città abbiamo già gli steward, che sono pagati e formati». Ciriani è il primo a parlare: dice sì agli occhi vigili nei quartieri a rischio, ma evita il termine ronde invocando il primato delle forze dell'ordine e l'importanza degli steward urbani già presenti. Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agricole e leader leghista nella Destra Tagliamento, ricorda invece le ronde padane: «Iniziative del genere - ricorda - le abbiamo messe in campo anche noi. Abbiamo sempre rispettato i limiti della legge e mi auguro lo faccia anche Forza Nuova: detto ciò, due occhi in più in città non possono far male». Sulla stessa linea anche Mara Piccin, consigliere regionale di Forza Italia: «Ogni soggetto politico - è il suo pensiero - può fare ciò che vuole. Se tutto sarà legale allora saremo favorevoli. Un controllo del territorio è sempre utile, che lo faccia Leu o che nasca da Forza Nuova. Pensiamo a tutte le persone che abitano in quartieri isolati e che non si sentono al sicuro». Il centrodestra sembra tutt'altro che diviso sull'argomento. Ha un pensiero solido è comune: non le si chiami ronde, ma se Forza Nuova ha intenzione di passeggiare a Pordenone per segnalare situazioni di disagio o degrado lo faccia pure, dal punto di vista politico non troverà ostacoli in maggioranza. 

LA PROTESTA
Il centrosinistra invece insorge. È l'unica voce fuori dal coro, ma arriva squillante. Sergio Bolzonello, ex vicepresidente della Regione, ex sindaco di Pordenone e ora consigliere regionale di minoranza, parla apertamente di «follia». La sua è una levata di scudi preventiva: «Non ci possiamo permettere di delegare la nostra sicurezza a Forza Nuova. Una cosa sono le forze dell'ordine, un'altra le azioni fai da te. Spero vivamente che l'amministrazione cambi strada e prenda una posizione decisa contro le ronde di Forza Nuova. E in testa al dissenso ci dovrà essere il sindaco, che dovrà condannare e opporsi». 

L'IDEA
Denis Conte, il coordinatore regionale di Forza Nuova, ora guarda a Pordenone. «Nel capoluogo del Friuli Occidentale - spiega - abbiamo dei militanti. Stiamo valutando di proporre anche lì le nostre passeggiate per la sicurezza. Rimaniamo in attesa di un segnale che deve provenire innanzitutto dalla città, ma il bisogno di sicurezza, soprattutto nelle ore notturne, è avvertito anche a Pordenone. Per questo vogliamo riproporre il modello che a Trieste ha già dimostrato di funzionare». Assoldare i volontari, mettere loro addosso una pettorina e farli girare per le vie della città di notte, alla ricerca di episodi di microcriminalità non è un'impresa facile. «L'attività dei volontari - precisano da Forza Nuova - si concentrerebbe soprattutto in periferia, dove il degrado è maggiormente avvertito». 

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