Aggredì Marta a coltellate, la Cassazione annulla la condanna di 5 anni al minorenne ritenuto responsabile: «Processo da rifare»

L’avvocato del giovane ha contestato l’imputabilità del minorenne per immaturità. Il ragazzo nel frattempo si è trasferito all’estero e vive a Londra

Aggredì Marta a coltellate, la Cassazione annulla la condanna di 5 anni al minorenne ritenuto responsabile: «Processo da rifare»
VENEZIA - La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna a cinque anni di reclusione inflitta dalla Corte d’appello di Venezia al minorenne ritenuto...

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VENEZIA - La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna a cinque anni di reclusione inflitta dalla Corte d’appello di Venezia al minorenne ritenuto responsabile dell’accoltellamento di Marta Novello, la ventisettenne di Mogliano che stava facendo jogging vicino a casa nel marzo dello scorso anno. Il processo dovrà dunque essere ripetuto di fronte ad una diversa sezione della Corte. Le motivazioni della decisione non sono state rese note ma è probabile che la Suprema Corte abbia accolto uno dei motivi di ricorso del difensore del sedicenne, l’avvocato Matteo Scussat, che ha contestato l’imputabilità del minorenne per immaturità. Il giovane nel frattempo si è trasferito all’estero, a Londra.

La storia di Marta Novello

La storia di Marta Novello, studentessa di 26 anni aggredita a coltellate senza motivo mentre faceva jogging, ha fatto il giro d'Italia:è accaduta il 22 marzo del 2021, in un viottolo di Mogliano Veneto, in provincia di Treviso. Ad aggredirla, e a colpirla ben 23 volte, riducendola in fin di vita, sarebbe stato un minorenne che adesso vive a Londra.

Le tappe del processo all'aggressore


L'aggressione avviene il 22 marzo 2021, quando il ragazzino colpisce alle spalle Marta mentre sta facendo jogging, sferrandole 23 fendenti al viso, al torace e all'addome. Per l'accusa di tentato omicidio pluriaggravato e tentata rapina aggravata, e dopo aver ottenuto il riconoscimento del vizio parziale di mente, il 14 dicembre lo studente viene condannato dal Tribunale per i minorenni a 6 anni, 8 mesi e 4 giorni, scesi a 5 anni in Appello il 1° aprile. La stessa Corte redige l'ordine di scarcerazione provvisorio indirizzato al direttore dell'Istituto penale per i minorenni di Treviso, dove l'imputato in quel periodo è recluso, fissando al 21 luglio la scadenza del termine di durata massima della custodia cautelare in carcere. Il difensore Matteo Scussat presenta ricorso in Cassazione, che si è tenuta Novembre. Nel frattempo, il 19 luglio il Tribunale accoglie la richiesta della Procura di applicare il collocamento dell'adolescente, in quel momento detenuto a Napoli, «in una struttura idonea con adozione di provvedimenti provvisori al fine di evitare la reiterazione di gravi condotte illecite». Ma il 4 agosto l'avvocato Alberto Barbaro, che assiste la famiglia Novello, fa sapere che il 15enne è già uscito di prigione ed è ormai volato in Gran Bretagna, a causa di uno sbaglio nella notifica: 20 settembre, anziché 20 luglio, come termine ultimo entro cui comunicare al diretto interessato il trasferimento alla comunità.

 

 

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