Un anno senza Lino Toffolo. il ricordo di Cipriani: «Talento e semplicità»

Un anno senza Lino Toffolo. Il ricordo dell'amico Cipriani: «Talento e semplicità»

di Roberta Brunetti

É passato un anno. Il 17 maggio del 2016 se andava Lino Toffolo (FOTO). E Venezia perdeva un «veneziano di quelli che non se ne fanno più». Arrigo Cipriani lo ricorda con un’emozione, a stento, celata. Un’amicizia trentennale, quella tra l’uomo di teatro tanto talentuoso, quanto semplice, che non lasciò mai la sua Murano, e il ristoratore dell’Harry’s bar che ha visto (e raccontato) il mondo che passava per i tavoli dei suoi locali. Stessa generazione, stessa venezianità, tanta ironia, c’è da capirlo che si trovassero. «Lino? Io non lo vedo da un anno e due giorni - calcola, amaro, Cipriani -. Era appena venuto a cena all’Harry’s. Era un’abitudine. Con un altro paio d’amici, ci trovavamo due, tre volte la settimana. Lino era appena uscito dall’ospedale, ma stava abbastanza bene. Quella volta mi telefonò per dirmi che sarebbe venuto con calma. “Vengo a tappe” mi disse».

 
 


Che cosa lascia Lino Toffolo a Venezia?
«Lascia il vuoto di un veneziano di quelli che non se ne fanno più. Perché Venezia non è solo acqua e pietre. Venezia era anche questi tipi di veneziani che rappresentavano l’espressione più vera della venezianità. Una venezianità fatta di un particolare senso di umorismo, di una leggerezza nell’affrontare le cose, mai con cattiveria... E questa semplicità di Lino, in qualche modo, gli ha nuociuto»...
 
 
LE LACRIME DI RENATO POZZETTO
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Mercoledì 17 Maggio 2017, 08:46






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1 di 1 commenti presenti
2017-05-17 11:36:42
Tofolo era un Veneziano. Ecco il senso di quando affermo che veneziani non è lo stesso di dirsi veneziano senza sentirsi veneto.