Terrorista a Treviso: espulso il padre
dell'alunno che disse «Viva l'Isis»

Ljimani Redjep e il centro islamico dove celebrava la preghiera
SAN ZENONE DEGLI EZZELINI - Espulso il padre dell'alunno di una scuola di San Zenone che aveva inneggiato agli attentati dell'Isis a Parigi, dicendo in classe: «Hanno fatto bene! Adesso andiamo a Roma e ammazziamo il Papa! Viva l'Isis». Si tratta di un cittadino macedone di 39 anni, Ljimani Redjep, nato a Otlja, residente nella Marca e impiegato in una ditta di imballaggi. A firmare il decreto, il 67esimo per motivi di prevenzione del terrorismo, il ministro dell'Interno Angelino Alfano, restano in Italia invece la moglie e i due figli. L'uomo è risultato inserito, dal 2014, in un circuito relazionale costituito da soggetti, di origine balcanica, accomunati da un credo radicale islamista, attestati su posizioni oltranzistiche ed ideologie di stampo wahabita, caratterizzate dalla assoluta chiusura agli usi e ai costumi occidentaliProfondo conoscitore del jihadismo e rigoroso osservante dei rigidi dettami della dottrina salafita, il macedone ha evidenziato chiari elementi di radicalizzazione, espressi anche con un cambiamento in chiave antioccidentale del modus vivendi, anche a livello estetico. Ljimani era "responsabile sociale" dell'Associazione Culturale Islamica "Fratellanza" dal 2012 e, dopo i recenti attacchi terroristici a Parigi, aveva rifiutato di aderire all'iniziativa delle associazioni islamiche di diffondere un comunicato di solidarietà alla Francia e di disapprovazione nei confronti del terrorismo.
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Mercoledì 13 Gennaio 2016, 15:35






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5 di 32 commenti presenti
2016-01-14 11:00:03
Espulso lui, così la famiglia che rimane qui la dobbiamo mantenere, giusto? Basta, è ora di finirla con questo parassitismo, ne abbiamo già abbastanza del nostro!!!
2016-01-14 09:55:54
...purtroppo questa è "l'italia" dove le cose si fanno sempre a metà.-
2016-01-14 09:49:09
perchè l'80% degli italioti vota partiti buonisti .. quindi sono contenti di lavorare e pagare le tasse per questi "bisognosi" ....
2016-01-14 08:48:27
VENDITA DI ARMI NEGLI ULTIMI 5 ANNI ABBIAMO VENDUTO 4,8 MILIARDI DI ARMI IN NORD AFRICA E MEDIO ORIENTE Tra il 2010 e il 2014 l?Italia ha autorizzato esportazioni nell?Africa settentrionale e nel Medio Oriente per 4,8 miliardi di euro di armi. Dopo l?Europa, quest?area geografica è il nostro principale mercato di sbocco per la vendita di armamenti. Questi dati sono il frutto di un?elaborazione realizzata dall?Ufficio studi della CGIA su dati presenti nelle relazioni annuali al Parlamento redatte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri sulle esportazioni di armamenti, così come previsto dalla legge n° 185/1990. Nei 5 anni presi in esame dalla CGIA, le industrie italiane produttrici di armi sono state destinatarie di autorizzazioni definitive alle esportazioni per17,47 miliardi di euro: di questi, 8,58 miliardi sono stati realizzati in Europa (pari al 49,2 per cento del totale), 4,85 miliardi in Africa settentrionale e nel vicino Medio Oriente (27,8 per cento del totale), 1,68 miliardi in Asia (9,6 per cento del totale), 1,22 miliardi in America settentrionale (7 per cento del totale), 670 milioni nell?America centro-meridionale (3,8 per cento del totale), 267,4 milioni in Oceania (1,5 per cento del totale) e 188,6 miliardi in Africa centro meridionale (1,1 per cento del totale) (vedi Tab. 1). Dall?analisi delle esportazioni in Nord Africa e Medio Oriente, il nostro principale partner commerciale è l?Algeria: tra il 2010 e il 2014 abbiamo ?ceduto? armi per 1,37 miliardi di euro. Seguono l?Arabia Saudita per un importo di 1,30 miliardi di euro e gli Emirati Arabi Uniti per un valore di 1,06 miliardi di euro. Le vendite in questi 3 Paesi costituiscono il 77,2 per cento del totale delle esportazioni autorizzate in quest?area (vedi Tab. 2). La CGIA ricorda che la legge n. 185 del 9 luglio 1990 prevede che il Governo invii ogni anno al Parlamento una relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell?esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento. Dalle relazioni relative agli anni 2010-2014 sono stati ricavati i dati sul valore delle esportazioni definitive di armi autorizzate nei singoli anni per l?industria italiana. Sono comprese armi di vario tipo distinte in più categorie (ad esempio armi o sistemi d?aria, munizioni, bombe, siluri, missili, apparecchiature per la direzione del tiro, veicoli terrestri, agenti tossici ecc., esplosivi e combustibili militari, navi da guerra, aeromobili, apparecchiature elettroniche, corazzature o equipaggiamenti di protezione e costruzioni, software ecc.). In riferimento all?ultimo anno in cui si dispongono i dati (2014), le prime 10 aziende italiane hanno ?conseguito? l?83,8 per cento del valore complessivo delle autorizzazioni. Esse sono: AgustaWestland Spa; Alenia Aermacchi Spa; Selex Es Spa; Ge Avio Srl; Elettronica Spa; Oto Melara Spa; Piaggio Aero Industries Spa; Fabbrica d?Armi Beretta Spa; Whitehead Sistemi Subacquei Spa e Iveco Spa (vedi Tab. 3). Come abbiamo avuto modo di leggere nella Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell?esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento del 2014, i settori più rappresentativi dell?attività di esportazione sono stati l?aeronautica, l?elicotteristica, l?elettronica per la difesa e i sistemi d?arma (missili, artiglierie). La maggior parte delle prime 10 aziende sopra elencate sono possedute o in varia misura partecipate dal Gruppo Finmeccanica.
2016-01-14 08:28:32
Espulso? Ma tornerà, ah se tornerà! Tanto mica gli faranno niente......