Nuova Valsugana, tutto fermo perché
mancano scelte su Valdastico Nord

Mercoledì 30 Dicembre 2015 di Roberto Lazzarato
Traffico in Valsugana

VALBRENTA - Tanto clamore, per nulla. Solleticati dalla presentazione a Palazzo Guarnieri, da parte del consigliere Daniele Andrea Nervo (Movimento 5 Stelle), di una mozione sul progetto della Nuova Valsugana, c’erano, infatti, alla seduta del consiglio dell’Unione Montana Valbrenta, dirottato nel municipio di San Nazario, numerosi rappresentanti dei comitati contrari al project financing e pure le forze dell’ordine, ma chi si aspettava chissà quali conclusioni è stato ampiamente deluso.

Come ha giustamente fatto rilevare il presidente dell’UM Luca Ferazzoli nella mozione era richiesto: 1) di convocare il consiglio dell’Unione e portare all’ordine del giorno la richiesta ai consiglieri di esprimersi esplicitamente mediante votazione palese, riguardo al Progetto Nuova Valsugana; 2) di trasmettere il conseguente atto deliberativo ai singoli componenti della Giunta e del Consiglio della Regione Veneto.

E, all’unanimità, le due richieste sono state accettate, ma eventuali decisioni o prese di posizione potranno, quindi, essere assunte nel prossimo consiglio che Ferazzoli ha assicurato sarà convocato entro il 15 gennaio, invitando tutti gli interessati a “predisporre un documento condiviso da sottoscrivere non dai singoli consiglieri, bensì da tutte le parti in causa, nell’interesse dell’intera Valbrenta, in modo da avere più peso politico da sottoporre alla Regione Veneto”. Il presidente ha quindi colto la palla al balzo per fare alcune considerazioni sulla vicenda del progetto della Valsugana che si protrae da decenni. “La convocazione del consiglio è richiesta entro il 15 gennaio - ha fatto presente Ferazzoli, - anche per approvare il protocollo con la Regione per la realizzazione del progetto della ciclopista del Brenta, dell’importo di circa 2 milioni di euro. E’ quindi evidente che bisognerà chiarire la situazione del progetto della Nuova Valsugana. Sono infatti inconciliabili le scelte politiche e strategiche per un rilancio della Valle, progetti di ciclopiste e promozione turistica, con una improponibile autostrada e senza una messa in sicurezza dell’attuale viabilità”.

In merito alla notizia del provvedimento della giunta regionale del Veneto, nel cui Programma Viabilità e Infrastrutture Stradali, figura il proseguimento delle “procedure tecnico-amministrative per l’approvazione, da parte del Cipe, del progetto preliminare Itinerario della Valsugana Valbrenta-Bassano Superstrada a pedaggio”, secondo Ferazzoli “è conseguente al non ancora raggiunto accordo tra Veneto, Trentino e Governo per il completamento della Valdastico Nord, che prevederebbe l'impegno del Veneto, in caso di sì trentino, a rinunciare alla realizzare della nuova superstrada Valsugana, con il project financing approvato dalla Regione”.
Il problema della Valsugana è quindi collegato alla Valdastico Nord, “per il cui completamento, il ministro Delrio è stato chiaro, non saranno utilizzati soldi pubblici che verranno concentrati sulla messa in sicurezza della Valsugana nell’intera tratta a cominciare dal nodo cruciale di Carpané”.
 

Ultimo aggiornamento: 11:42