Avanza la ciclopista, è allarme:
«Asfalto lungo l'argine del Brenta»
Il sindaco: «Tuteleremo i pedoni»

Avanza la ciclopista, è allarme:
«Asfalto lungo l'argine del Brenta»
POVE DEL GRAPPA - (Cs) «Arriveranno con le ruspe e asfalteranno il sentiero. E' uno scempio». «Si cercherà di tutelare i pedoni e coloro che amano camminare qui». Sono le due opinioni, diverse e contrarie, sulla realizzazione del tratto di ciclopista in territorio di Pove. Si tratta della prosecuzione fino a Bassano della famosa Venezia Monaco, l'incompiuta che arriva dal Trentino fino a Cornale e poi si perde da anni tra progetti e ipotesi, spesso scaricando i ciclisti sulla strada occupata dalle auto. Ora si procede con il tratto povese, praticamente tra il ristorante Il Tinello e l'istituto agrario. Un percorso utilizzato da migliaia di persone per una splendida passeggiata in sinistra Brenta.

Il percorso bucolico che finirà, in parte, sotto un manto di asfalto
 

Ma ora c'è chi lancia l'allarme: «L'intervento sarà distruttivo per un pezzo di ambiente ancora integro - spiega la povese Elisabetta Foresta -, hanno approvato un progetto che prevede l'asfaltatura di almeno un paio di chilometri, direi, dove ora c'è un bel sentiero ombreggiato che affianca il fiume in un'aea di ripopolamento anche faunistico. Quindi modificheranno tutto, è l'ultimo tratto di fiume ancora paesaggisticamente da salvaguardare, invece niente. Non so perché usare l'asfalto per le biciclette, basterebbe creare il percorso con ghiaino ben compresso come avviene altrove o all'estero. Lasceranno un budello di un metro e mezzo per chi va a piedi. Dal Tinello a poco prima della chiesetta dell'Agrario sarà uno scempio. Non ci sono più associazioni di tutela, il Wwf è sparito, l'Anpana si è sciolta. E così vanno avanti questi progetti poco consoni. Anni fa a Bassano si fece un intervento pessimo su un tratto che va regolarmente sott'acqua e spesero 300 mila euro».

La ciclopista arriverà da nord in destra Brenta, attraverserà il fiume su una nuova passerella che affiancherà quella esistente dell'Enel a nord del Tinello, poi giù lungo il sentiero che fiancheggia il fiume, spiega il sindaco Orio Mocellin. Quindi nella zona industriale povese un tratto dovrebbe passare la Valsugana e infilare il sottopasso dei Trenti, per avviarsi diciamo verso il Piave. Un altro invece punterà su Bassano, il Margnan con approdo il Ponte Vecchio.

Ma non siete preoccupati per eventuali guasti ambientali con queste asfaltature? Si sostiene che l'intervento sconvolgerà quel tratto di argine fluviale.

«Quando si fa qualcosa c'è sempre chi protesta. Quel tratto di argine viene spesso aggredito dal fiume che straripa e porta via tutto e ci costringe a lavori ogni anno. Ora verrà sistemato in via definitiva anche con una massicciata. La ciclopista dove possibile sarà larga tre metri, il sentiero dei pedoni resterà largo un metro e mezzo per farli camminare in sicurezza. Stiamo facendo il progetto esecutivo per risolvere ancora alcuni particolari». C'è stato un finanziamento di 1 milione e 600mila euro, ora un altro di 3,5 milioni: «Investiremo in valle per sistemare il tratto di Oliero dove il passaggio della pista è problematico - aggiunge Mocellin - . Gli interventi che faremo sono condivisi anche dal Trentino».
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Giovedì 23 Giugno 2016, 19:23






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