Weekend in Umbria, a Panicale fra vigneti, ulivi secolari e l'arte del tulle

Venerdì 17 Settembre 2021 di Maria Serena Patriarca
Le colline intorno Panicale

La quiete dei vigneti pronti per la vendemmia con i loro grappoli maturi, il silenzio delle colline che sembrano dipinte fra le sfumature del foliage e le ville aristocratiche neoclassiche, il fascino dell’arte sacra e di antiche tradizioni popolari, ma anche i segreti di bellezza degli Etruschi e il meglio dell’enogastronomia umbra concentrati in un unico territorio.

 

Il borgo di Panicale, in provincia di Perugia, non finisce mai di stupire e, complice la vicinanza con il Lago Trasimeno, fra fine estate e inizio autunno è fra le mete più ricercate, anche a livello internazionale, per un weekend di full immersion tra cultura, musica e teatro, con la voglia di ricontattare il relax della natura e il benessere per il corpo e la mente. Se Panicale, il cui nome sembra derivi dal greco Pan Kalon (dove tutto è bello) è noto worldwide per il meraviglioso affresco del 1505 rappresentante il Martirio di San Sebastiano, ad opera del Perugino, in realtà questo borgo medievale racchiude molti altri tesori tutti da scoprire. Come il Museo del Tulle “Anita Belleschi Grifoni”, nella chiesa sconsacrata dedicata a Sant’Agostino, del XVI secolo, dove grazie alla meticolosa opera di Anita Belleschi, sono state raccolte le testimonianze della tradizione della tessitura (Ars Panicalensis) che le ricamatrici del borgo portano avanti dal Seicento. Vestitini per il battesimo, porta enfant di tulle in seta ricamato, veli da sposa, raffinate stole, tovaglie, centritavola finemente ricamati costituiscono un patrimonio di sartoria artistica unico nel suo genere: questa, fra l’altro, è una delle tappe del Percorso Museale Cittadino vero e proprio.

 

Poco più in là, sempre nel medesimo Percorso, merita una visita la Chiesa della Madonna della Sbarra, del XVII secolo, dove intorno all’altare in cui è custodito un affresco cinquecentesco anonimo della Vergine con Bambino, molto venerato dalla popolazione locale, anziché le tradizionali colonne troviamo delle vere e proprie cariatidi. Al piano superiore della stessa Chiesa, ecco il Museo degli Arredi e Paramenti Sacri, con antichi testi liturgici in mostra e suggestive statue della Madonna, compresa una rara rappresentazione, in cera dipinta e tessuto, di Maria Bambina. Spostiamoci adesso verso le alture di Colle San Paolo, nella vicina Tavernelle di Panicale, zona molto amata specialmente in età neoclassica dalle nobili famiglie locali, per la costruzione delle proprie ville di campagna. Proprio qui, immersa in 72 ettari fra ulivi secolari e vigneti, sorge Villa Monte Solare, una dimora aristocratica del 1780, al cui interno si possono ancora ammirare i salotti e gli arredi d’epoca, come i caminetti in marmo e i pavimenti in cotto del Settecento, trasformata in un relais con spa panoramica (fra cui la vasca in stile etrusco ricavata nell’antica Limonaia) che accoglie turisti da tutto il mondo: un esempio di riqualificazione e valorizzazione di un patrimonio che altresì sarebbe andato, forse, perduto. «Anche quest’anno il mercato domestico si conferma quello maggiormente rappresentato in termini di presenze (80 per cento), seguito da Germania, Benelux e da una nutrita percentuale di visitatori dai paesi scandinavi”, ha detto Marilena Conticelli, direttore Sales and Marketing del Gruppo LDC Hotels and Resorts (di cui fa parte Villa Monte Solare), e spiega: «in questa seconda stagione di pandemia l’interesse verso l’Umbria, e in particolare verso la nostra destinazione, risulta essere in forte ascesa, con turisti italiani e nord europei accomunati tra loro dalla disaffezione per le città (per gli spazi ridotti e le mete affollate), e dalla ricerca di oasi immerse nella natura, dove sia possibile recuperare uno stile di vita più lento e sicuro».

 

In una residenza di charme si può fare esperienza diretta di quello che è lo spirito del borgo di Panicale e della natura che lo circonda: “tanti gli itinerari enogastronomici e l’offerta di percorsi culturali e naturalistici che possono essere esplorati in questa zona dell’Umbria, poiché siamo vicini anche a Castiglione del Lago, per esempio, e a Città della Pieve”, afferma la Conticelli. Yoga, passeggiate a cavallo, escursioni in mountain bike, caccia al tartufo: un weekend all’insegna del motto “go green” unisce tutto questo all’ottima enogastronomia locale, i cui punti di eccellenza sono i salumi, i formaggi, l’olio, le tagliatelle tirate a mano, la tipica pasta chiamata “umbricelli”, i tozzetti, il buon vino. L’Umbria risente dell’influenza “magica” del popolo etrusco, e oggi specialmente i turisti stranieri vanno pazzi per i trattamenti wellness ispirati proprio alla saggezza etrusca. Lo conferma ancora una volta la Conticelli: «è alle proprietà terapeutiche dell'acqua, intesa dagli Etruschi come elemento sacro, emblema del culto della bellezza e della cura di sé, che ci ispiriamo per il percorso Esperienza Etrusca, con uno specifico rituale corpo di coppia e un aperitivo con Spritz etrusco (che reinterpreta l’antica ricetta del vino aromatizzato con miele e spezie), ideale per alleviare lo stress, favorire il relax e remise en forme».

 

Anche l’olio extravergine d’oliva DOP biologico può diventare un toccasana di bellezza, con l’esperienza Benessere all’Oro Verde, specifica Marilena. Relax e natura si conciliano perfettamente con il desiderio di musica classica e cultura: gli amanti del teatro possono trovare il loro “buen retiro” nel minuscolo teatro comunale Cesare Caporali, del XVIII secolo, del borgo di Panicale, un autentico gioiello nel suo genere, con una ricca programmazione (all’insegna della sicurezza, naturalmente) che prevede, per esempio, la rappresentazione di Histoire du Soldat, di Igor Stravinsky, nel weekend del 25 e 26 settembre. Da non perdere, infine, il Castello di Panicale, del XV secolo, che fa parte dell’Associazione Dimore Storiche Italiane.

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